Viterbo – (p.p.) – “Mi hanno quasi strozzato, ho avuto paura di morire”.
Rossano Bartolino, titolare della sala slot in via Cairoli, rapinata sabato sera, non si dà pace. Ripercorre quegli attimi quando in tre lo hanno immobilizzato e poi derubato.
Stava per chiudere ma in tre gli hanno impedito di tornare a casa, legandogli un laccio la collo. Talmente forte da non farlo respirare.
Ha avuto paura. Paura di morire e ora chiede giustizia. Per lui e per chi abita nel quartiere di san Faustino, dove gli episodi di violenza sono ormai all’ordine del giorno.
Vuole un intervento del comune. Vuole telecamere e sicurezza. Vuole soprattutto poter rientrare a casa senza il terrore di doversi guardare continuamente alle spalle.
“Era sera – racconta Bartolino -. Sono entrati tre stranieri dell’Est e hanno giocato per un paio di ore.
Al momento della chiusura, sono usciti. Ho accostato la porta e ho iniziato a pulire, poi, sono rientrati e, a volto scoperto, mi hanno aggredito. Mi hanno attaccato da dietro, con un filo elettrico che mi hanno messo intorno al collo, quasi a strozzarmi. Nel frattempo, mi tenevano immobile. Ero sfinito.
Hanno rubato quello che c’era da rubare e hanno portato via il dvd che registrava h 24. Ho fatto la denuncia, ma, non essendo persone schedate o di Viterbo, non si riesce a capire chi siano”.
In lui, c’è tanta rabbia. “A San Faustino, episodi simili a questo, ce ne sono stati tanti, sarà il trentesimo da due anni a questa parte – afferma Bartolino -. Spaccio, litigi e accoltellamenti. Non solo: gente che si ubriaca, sporca, defeca e fa pipì ovunque. E’ una situazione invivibile. Devi stare attento anche quando rientri a casa la sera, perché non sai chi puoi trovarti di fronte e il più delle volte gente male intenzionata per cui non si sa mai come può andare a finire.
Sono preoccupato, avendo anche una compagna e una figlia che stanno al centro con me. Non è più possibile tollerare certe cose. E nonostante tutto ciò, ancora non sono riusciti a mettere una telecamera. Nessuno ci ascolta.
A me è andata bene, perché credo che, se non riuscivano ad avere quello che volevano, mi avrebbero ammazzato e strozzato all’interno della sala. Siamo completamente abbandonati”.
I malviventi hanno portato via 5mila euro. “In più ci sono i danni, che sono ingenti, perché hanno rotto tutto. Dovrò spendere soldi per la sicurezza della sala mettendo altre telecamere, quando, invece, basterebbe ripulire il centro da tutto ciò – continua il titolare della sala slot-.
Si tratta per lo più stranieri che si ammazzano tra di loro e fanno casino. Sono aumentati i danni alle macchine e la sporcizia. Il modo di vivere è cambiato perché la sera per uscire devi avere paura. E’ diventato un quartiere abbandonato dal sindaco e dalla giunta. Gira troppa feccia e ci vuole una ripulita.
Siamo al limite della decenza e il sindaco se ne renderebbe conto solo facendosi un giretto. Immondizia abbandonata ovunque, angoli scambiati per bagni pubblici. Davanti al dispenser delle bevande, una vera discarica a cielo aperto. Gira gente con bottiglie di birra sulle mani senza fare niente tutto il giorno.
La polizia fa il suo dovere, e lo ha fatto ogni volta che è intervenuta, ma senza elementi concreti è difficile andare a fondo. Il problema è che la zona è abbandonata dal comune: servono telecamere su via Cairoli, via del Pavone e le altre aree prese di mira. Ci si renderebbe conto così che lo spaccio è altissimo e che la gente bivacca tutta la sera ubriaca. Bisognerebbe, invece, controllarla e capire se è in regola”.
Impossibile, per lui, vivere in queste condizioni. “Ogni cittadino è costretto a farsi giustizia da sé, perché non è possibile uscire la sera e trovarsi di fronte un ubriaco che ti stende a terra per 50 euro. Non esiste. E’ una vita che non si può fare più – si lamenta Bartolino -. Ci sono continue risse, parcheggi selvaggi e macchine di persone che fanno come vogliono. Gli stranieri hanno preso possesso della zona e, siccome noi italiani non vogliamo rovinarci, dobbiamo sottostare.
Ho rischiato di morire dentro il mio negozio e se fosse accaduto, nessuno avrebbe mai saputo chi mi aveva ammazzato. Assurdo dover aspettare una tragedia prima di poter intervenire e bloccare questa gente”.
Bartolino porta ormai quelle sensazioni sulla pelle: “Ho avuto paura. Paura di morire. Paura nel vivere cose che si vedono in televisione e in cui poi ti ci trovi dentro e capisci che sono reali. Capisci che ti potrebbero uccidere per 4mila euro e che la tua vita vale così poco. E nessuno ti tutela, ma è tutto nel degrado totale.
Per noi, che facciamo il nostro lavoro, come ci muoviamo, sono multe o divieti. A certe persone, invece, è permesso tutto, addirittura di entrare nella sala slot, aggredire il proprietario e portare via i soldi, lasciandolo per terra, quasi morto. Senza che nessuno sappia nulla o che si possa fare qualcosa. Ho fatto una denuncia, ma contro ignoti… che senso ha? E’ una storia che si ripeterà – conclude – perché a meno che non ci scapperà il morto, non credo si farà mai qualcosa”.
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