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Terremoto nel centro Italia - Domenica 18 settembre gli alunni della quarta consegneranno le loro lettere a una famiglia colpita dal sisma

I bambini di Canepina “volano” ad Amatrice

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Terremoto - Amatrice

Terremoto – Amatrice

Canepina – Ci sono delle idee e intuizioni che non possono essere buttate al vento. Soprattutto se sono bambini a pensarle e a proporle.

C’è qualcosa nell’animo dei bambini che se non si coglie a tempo rischia di perdersi poi nelle scartoffie dei sogni abbandonati. I bambini sono liberi e il loro pensiero ancora ancorato alle emozioni e agli affetti. Sentono e amano con più purezza.

All’indomani del terremoto che li ha commossi guardando le immagini di persone sofferenti, impaurite, di bambini scavati tra le macerie, di cani e gatti vicino alle bare… Questi bambini di Canepina, della quarta primaria, si sono incontrati con una loro insegnante, Luciana, che li prepara a ricevere la prima Comunione nel 2017, e hanno pensato di scrivere delle lettere ai loro coetanei di Amatrice.

Domenica 18 settembre avremo in Chiesa una famiglia di Amatrice, nostri amici, che si è salvata nel terremoto mentre tanti altri loro amici non ce l’hanno fatta. Lucia Giorni, direttrice di coro, è una di queste persone. Verrà a Canepina, canterà, riceverà dalle mani di questi bambini un plico di letterine da loro scritte ai bambini di Amatrice.

Una di queste lettere dice: ‘Scrivo questa lettera ai bambini del terremoto perché darò a loro le mie cose da mangiare, da vestire e i miei giocattoli. La cosa più importante è dare a loro un sorriso di speranza. Non debbono ringraziare me, ma Gesù perché gli faccia superare questi momenti di dolore’. Un’altra bambina scrive: ‘Cara Annalisa ho letto su un giornale la lettera che hai scritto a Gesù per poter rivedere i tuoi genitori che ora sono in paradiso; i tuoi genitori sono sempre accanto a te anche se non li vedi e se la sera chiudi bene bene gli occhi riuscirai a sentire la ninna nanna della tua mamma. Presto ricostruiranno la tua casa e potrai ritornare nella tua cameretta e i tuoi genitori ti proteggeranno dal cielo. Vorrei tanto venire a trovarti per poter giocare un po’ con te oppure potresti venire tu a casa mia. Ti aspetto. La tua amica di Canepina’.

Un bambino scrive: ‘A me è dispiaciuto tanto che ci sono tanti terremoti da voi, che siete rimasti senza casa, senza genitori e senza cibo. Spero che Gesù vi aiuti e che non ci siano più terremoti’. Mentre i grandi, i politici, i tanti che si danno da fare cercheranno di provvedere ciò che è necessario per riprendere la vita (e che lo facciano senza troppe lungaggini burocratiche e soprattutto con onestà e rispetto delle persone), i bambini con i loro sogni costruiscono un futuro più pulito seminando affetto e accoglienza. Non inviano mattoni di cemento. Offrono con semplicità mattoni di vita.

Don Gianni Carparelli


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16 settembre, 2016

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