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Grotte Santo Stefano - Approvata in consiglio la variante - Scontro sui posti disponibili

Ampliamento cimitero, bando di gara entro l’anno

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Il cimitero di Grotte Santo Stefano

Il cimitero di Grotte Santo Stefano

Viterbo - Il consiglio comunale sul centro storico

Viterbo – Il consiglio comunale sul centro storico

Viterbo – (g.f.) – Si parla del cimitero, in consiglio comunale è un mortorio.

C’è da discutere la variante al piano regolatore per dare il via al tanto atteso ampliamento. Alla frazione di Viterbo non ci sono più posti da tempo.

L’argomento è di un certo peso ed Elpidio Micci, consigliere gruppo misto, si rammarica: “Faccio notare lo scarso interesse da parte dei consiglieri di maggioranza e d’opposizione. Non c’è nessuno”.

Pochini. La variante, approvata all’unanimità, consente l’avvio dei lavori. Bando di gara pubblicato entro l’anno, anticipa l’assessore al Lavori pubblici Alvaro Ricci.

Ma Claudio Ubertini (FI) non esulta e l’atmosfera si ravviva. “Avete bocciato il progetto della precedente amministrazione – ricorda Ubertini – e dopo quattro anni state facendo partire un progetto che nemmeno soddisfa le attuali esigenze”.

Sono 201 posti a fronte di 600 domande. “Ma perché – precisa Ricci – spesso la stessa persona ha fatto più domande. La mia posizione da sempre è contraria al projec financing predisposto dalla vecchia amministrazione. Non era più conveniente.

Ci sono stati ritardi e me ne faccio carico, ma sui posti, voglio dire che il comune con la realizzazione dei loculi, li assegna, incassa e può procedere ad altro ampliamento. Nell’altra ipotesi era l’impresa che incassava.

A Grotte c’è rammarico perché il progetto non è partito e non per quello che stiamo facendo”.

Il sindaco Leonardo Michelini ribadisce come non sia stato un cambio perché si è voluto buttare alle ortiche un progetto della vecchia amministrazione.

“Il project financing – ricorda Michelini – andava bene con i dati elaborati all’epoca. Il quadro è cambiato e la scelta è stata un’altra per ragioni economiche”.

Non conveniva più, per il primo cittadino, affidare a privati, ma realizzare direttamente l’opera.

Alla fine, la variante passa col sì della maggioranza, cui si aggiungono Elpidio Micci e Vittorio Galati (gruppo misto) e Sergio Insogna (Gal). Astenuti Forza Italia e Fratelli d’Italia.


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15 settembre, 2016

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