Viterbo – (r.s.) – Al Poggino un centro servizi per le imprese. E’ l’idea principe dell’assessora Raffaela Saraconi e del suo staff, per la riqualificazione della zona industriale di Viterbo.
Ieri l’incontro tra comune, università della Tuscia e imprenditori. La realizzazione del centro servizi rientra nel cosiddetto progetto Apea, ovvero la trasformazione delle aree produttive in aree produttive ecologicamente attrezzate.
“Il progetto – spiega l’assessora Saraconi – è finanziato dalla comunità europea e dalla regione Lazio, con quasi 60milioni di euro. L’obiettivo è quello di dar vita a un’economia circolare e ad aziende che puntino sul risparmio energetico e l’ecoinnovazione. In primis al Poggino, ma c’è anche la possibilità di estendere gli interventi alle altre aziende della città, creando un’Apea diffusa”.
Spetta a due professori dell’Unitus entrare nel merito dei progetti. “Stiamo pensando – sottolinea Stefano Ubertini – di realizzare un centro servizi al Poggino. All’interno macchinari e attrezzature che, da sola, una piccola azienda non potrebbe permettersi ma che così possono essere acquistate e utilizzate da tutti”.
Ma non finisce qui. “Si potrebbe dar vita – continua Ubertini – anche a una simbiosi industriale. Azioni pubblicitarie comuni o a una comune gestione dell’energia, con le imprese del Poggino dotate di impianti a energia rinnovabile”.
Senza dimenticare l’economia circolare. “L’obiettivo è quello di non produrre nessun rifiuto o comunque recuperare gli scarti e riutilizzarli”, dice il professor Alessio Maria Braccini che aggiunge: “Attraverso la simbiosi industriale si potrebbe dar vita anche a una condivisione delle infrastrutture dati, creando una serie di servizi online (commercio, telefonate, prenotazioni via web) per far crescere le piccole imprese”.
In Apea scende in campo anche l’Unitus. Entusiasta il rettore Alessandro Ruggieri. “L’università porta avanti volentieri quest’iniziativa, perché è arrivato il momento di dar vita a progetti concreti con le aziende. Vanno fatti subito, sfruttando questi soldi. E’ una grande opportunità, perché le idee ci sono sempre ma sempre mancano anche i fondi. Ora invece ci sono, e in questo modo la Tuscia può entrare in un mercato nazionale e internazionale nel quale non è”.
All’incontro presenti anche alcuni imprenditori. Per Luigia Melaragni (Cna) il “progetto Apea è un nuovo stimolo, perché permette di accedere a fondi finora inesistenti”. Più cauto, invece, Andrea Belli. Il presidente dell’Ance parla di timori legati a passate esperienze negative. “Della realizzazione di un centro servizi al Poggino – dice Belli – se ne parlava anche qualche anno fa, ma poi non è stato fatto nulla. E’ importante che gli imprenditori sappiano quali sono i benefici, così come il costo del progetto, perché stiamo ancora pagando la realizzazione di un consorzio delle imprese che non ha mai funzionato, e la paura è tanta”.
Per l’assessora Saraconi, il progetto sarà a costo zero per le aziende. Ma ulteriori questioni verranno affrontate lunedì, in un incontro a cui parteciperà anche un rappresentante della regione Lazio.
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