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Polizia scientifica - Risultati inviati al ministero dell'interno - Test utile per la lotta alla criminalità, al terrorismo e per la soluzione di casi irrisolti

Primo prelievo a Viterbo di Dna su un arrestato

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Viterbo - Polizia scientifica - Il primo prelievo di Dna su un arrestato

Viterbo – Polizia scientifica – Il primo prelievo di Dna su un arrestato

Viterbo – (r.s.) – Primo prelievo di Dna su un arrestato.

E’ stato eseguito nei giorni scorsi il primo prelievo a Viterbo del campione biologico su un arrestato. A svolgere l’operazione, dopo il via alla banca dati, il personale della polizia scientifica, su un uomo finito in manette per spaccio di droga.

La banca nazionale del Dna nasce nel 2009, ma per la mancanza di decreti attuativi è entrata in vigore solo lo scorso giugno. Migliaia di kit sono stati distribuiti nelle carceri italiane e serviranno ad acquisire il materiale genetico in caso di arresto in flagranza o quello di persone fermate perché indiziate di crimini violenti. Con il Dna si potranno così identificare o escludere i sospettati.

Il primo prelievo il 10 giugno, al carcere romano di Regina Coeli. A Viterbo qualche giorno fa. “L’uomo arrestato per spaccio – si legge in una nota della questura pubblicata sulla propria pagina Facebook – è stato sottoposto dal personale della polizia scientifica al prelievo del Dna, tramite apposito tampone con il quale è stato estratto un campione di mucosa orale che verrà inviato al laboratorio centrale che si trova nel dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per essere analizzato. I risultati saranno poi trasmessi alla banca dati nazionale che si trova al ministero dell’interno, dipartimento della pubblica sicurezza. Si tratta del primo prelievo effettuato dalla polizia di stato a Viterbo”.

I dati, rispettando le regole della privacy, saranno poi condivisi con gli altri paesi e serviranno a contrastare il terrorismo e la criminalità e saranno utili per risolvere i casi irrisolti. Non tutti i detenuti delle carceri italiane saranno però sottoposti al prelievo. Sono esclusi quelli nei penitenziari per reati non violenti, come truffa, corruzione ed evasione fiscale.

Il campione si raccoglie con un tampone da passare nella bocca, strofinandolo sulla mucosa. Si conserverà per una quarantina d’anni e verrà distrutto, insieme al profilo genetico, in caso di assoluzione definitiva.


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29 settembre, 2016

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