Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Comune - Nessuna certezza sui fondi, la giunta punta il dito contro la regione - Drammatico appello delle associazioni utenti

“Rsa, famiglie costrette a indebitarsi”

Condividi la notizia:

La riunione della commissione sulle Rsa

La riunione della commissione sulle Rsa

Viterbo - La riunione della commissione

Viterbo – La riunione della commissione

Viterbo - La riunione della commissione

Viterbo – La riunione della commissione

Viterbo - La riunione della commissione

Viterbo – La riunione della commissione

Viterbo – Rsa, se tutto va bene siamo rovinati. Dopo il caos per l’assenza in seconda commissione d’assessori e sindaco, alla fine Luisa Ciambella (Bilancio), Alessandra Troncarelli (Servizi sociali) e dirigente arrivano.

Ma sui contributi agli ospiti nelle strutture, non portano buone notizie. Se il 2014 è chiuso, su tutto il resto è buio pesto. Dalla regione non v’è certezza e tantomeno soldi. Mentre ci sono famiglie costrette a indebitarsi perché temono di vedere dimessi i propri parenti.

“Per le Rsa – ricorda Troncarelli – la regione fino al 2014 versava l’80 per cento del contributo. Per il 2015 è previsto solo il 17 per cento”.

2016 anche peggio. Solo impegni, niente di scritto nero su bianco. “Qualcosa si è mosso – anticipa Troncarelli – compartecipa al 50 per cento, ma stiamo aspettando i profili attuativi della legge regionale. Servono atti esecutivi”.

Il comune qualcosa ha fatto. “Abbiamo aumentato le risorse per le famiglie”. Ma per il 2015 ci sono solo 500mila euro da palazzo dei Priori, cui si sommano nemmeno 200mila dalla regione. Serve almeno il doppio.

Il punto è un altro. “Sono stati stanziati più fondi – lo ammette anche Gianmaria Santucci (Fondazione) – ma diciamolo con chiarezza. Il comune da solo non è in grado di tenere botta. Se il sindaco Michelini e gli altri della regione non vanno da Zingaretti e trovano una soluzione, non se ne esce”.

Il “peccato originale” è la famosa delibera regionale 2014 che ridefiniva i criteri per l’erogazione dei fondi. Tradotto, taglio drastico. Il comune avrebbe dovuto fare ricorso al Tar. Oggi è tardi. “Lo dico a titolo personale – spiega l’assessora al Bilancio Luisa Ciambella – è stato un errore da parte dell’amministrazione, non avere impugnato quella legge. Lo riconosco e lo sostenevo già all’epoca”.

Oggi c’è poco da fare ed è esclusivamente politico. “Dovevate fare ricorso al Tar – incalza Giulio Marini (FI) – avete toppato e alla grande. Adesso non si torna indietro e la politica ci deve mettere una pezza. Dovete andare a Roma e a farvi sentire.

Il sindaco Michelini deve fare politica, non continui a dire che amministra e basta”.

I fondi regionali non arriveranno da soli. “Qualche passo avanti – spiega Ciambella – la regione l’ha fatto, annunciando maggiori stanziamenti, ma avendo anche ampliato la platea di chi ne ha diritto, il problema resta. Il comune ha quasi triplicato le somme stanziate”.

Il comune però, ha anche varato la delibera impugnata dalle famiglie e per la quale il parere del Consiglio di stato chiede di togliere i criteri inseriti e che penalizzano diverse famiglie.

“Non abbiamo applicato la parte contestata, però – sottolinea Ciambella – e stiamo predisponendo gli atti per modificare la parte stigmatizzata dal parere. Ma io vorrei anche spiegare com’è nato quell’atto.

Il comune era in gestione provvisoria, non avevamo certezza sui conti. Potevamo solo pagare bollette e stipendi. L’alternativa era il dissesto e il rischio che servizi oggi magari migliorabili, potevano non esserci più

Alle famiglie non rimane che aspettare. Il comune ha chiesto pareri legali. Su come muoversi con la penuria di fondi dalla regione. “Vista la complessità della situazione – osserva Ciambella – ci prendiamo una settimana di tempo e poi vi faremo sapere come ci muoveremo.

Nel frattempo continueremo la nostra azione nei confronti della regione”.

“Ma intanto – spiega Laura Calcagnini (Aforsat) – ci sono famiglie che hanno chiesto finanziamenti in banca per pagare. Si sono indebitate perché temono che le strutture mandino via i loro familiari”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
29 settembre, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/