Viterbo – “La salute dei pazienti è sempre al primo posto e i chirurghi hanno vigilato affinché fosse tutelata in tutte le circostanze”. Anche quando i turni di lavoro erano “massacranti”.
Per i diciotto medici che hanno denunciato l’Asl la vita dei pazienti non è mai stata messa a rischio.
I chirurghi – cinque dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana e tredici del Belcolle di Viterbo – hanno trascinato l’azienda sanitaria in tribunale perché, secondo l’accusa, non avrebbe rispettato la legge che regola l’orario di lavoro e la durata dei riposi nella sanità pubblica.
“La sicurezza dei pazienti a Civita Castellana e a Belcolle, ma anche in tutta l’azienda, non è mai venuta meno – sottolineano i cinque medici dell’Andosilla -. La salute dei pazienti viene sempre tenuta al primo posto, e i chirurghi dell’azienda hanno costantemente vigilato affinché fosse tutelata in tutte le circostanze”.
Contro l’Asl i diciotto medici hanno fatto ricorso al giudice del lavoro. Giovedì scorso la prima udienza, ma “l’azienda – concludono i medici – ha dimostrato la propria disponibilità a discutere le questioni sollevate”. A fine ottobre la prossima udienza.
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