Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Movimento 5 stelle - Ferdinando Imposimato grida il suo no al referendum

“Siamo già in una dittatura”

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Enrico Mezzetti, Ferdinando Imposimato e Massimo Baroni

Enrico Mezzetti, Ferdinando Imposimato e Massimo Baroni

Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato

Viterbo - No al referendum - Incontro M5sViterbo - No al referendum - Incontro M5s

Viterbo – No al referendum – Incontro M5s

Viterbo - No al referendum - Incontro M5s

Viterbo – No al referendum – Incontro M5s

Bernini, Blasi e De Dominicis

Bernini, Blasi e De Dominicis

Fabio Massimo Castaldo

Fabio Massimo Castaldo

Massimo Baroni

Massimo Baroni

Silvia Blasi e Massimiliano Bernini

Silvia Blasi e Massimiliano Bernini

Viterbo - No al referendum - Incontro M5s

Viterbo – No al referendum – Incontro M5s

Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato

Viterbo – “Siamo già in dittatura”. Alla sala Gatti arriva Ferdinando Imposimato. A spiegare, anzi, a gridare il suo no al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Il presidente onorario aggiunto della Corte di cassazione è l’ospite dell’incontro organizzato dal Movimento 5 stelle.

Tuona contro un provvedimento definito orrendo. “Una riforma – spiega Imposimato – approvata con il voto di fiducia. Siamo già in dittatura, dittatura di maggioranza. Non è stata data la possibilità all’opposizione d’esprimere il proprio dissenso, ma anche le proposte, come la riduzione dei deputati, allo stesso modo dei senatori. E il Presidente della Repubblica non è intervenuto. Gravissimo”.

Una riforma impresentabile, anzi peggio: “Una minaccia alla democrazia – grida Imposimato – questa orrenda riforma. Si attribuiscono molti poteri al presidente del consiglio e si svuotano gli organi di garanzia”.

E sui quesiti referendari: “Illegittimi – sostiene Imposimato – il tentativo è quello di condizionare e manipolare la volontà popolare”.

Il magistrato smonta anche una delle ragioni portate avanti dal fronte del sì. La governabilità. “Si dice che servirà a emanare leggi più velocemente – continua Imposimato – ma il governo cos’ha fatto? Si giudica dalle leggi approvate. Jobs act, buona scuola, il salvabanche”. Provvedimenti che non hanno risolto, problemi ancora sul tavolo: “Prendiamo gli insegnanti, guadagnano 28mila euro l’anno, mentre un commesso alla Camera prende novemila euro. Al mese”.

Con la riforma, nulla cambierà. “L’articolo 40 – continua Imposimato – perpetua la norma per cui si possono aumentare a dismisura stipendi a funzionari, impiegati. E si possono continuare a stipulare affitti e indire appalti a piacimento. Con tutti gli scandali che ci sono stati in passato.

Stiamo mettendo in Costituzione una norma per dire, facciamo come ci pare. È un emendamento proposto da un certo Ugo Sposetti, qui lo conoscete bene. È stato approvato da tutti, tranne che dal Movimento 5 stelle”.

Poi l’articolo 78: “Oggi la guerra può essere dichiarata da Camera e Senato – osserva Imposimato – se passa la riforma, sarà solo la Camera. Controllata dal premier”.

Nel futuro Senato, se la riforma dovesse essere approvata, una regione non sarebbe uguale all’altra: “Perché le regioni nomineranno i senatori in base alla popolazione. Nove eleggeranno 69 senatori, 11, solo 26.

Il risultato sarà che il nord avrà il controllo assoluto del Senato. Renzi si è scordato di dire che in America, ogni stato ha due senatori, a prescindere dalla grandezza”.

Al tavolo, oltre a Imposimato, parlamentari del Movimento 5 stelle. Ogni intervento un dolore per Renzi. Fanno a pezzi la sua riforma.

“Darà l’immunità a consiglieri regionali e sindaci – osserva Fabio Massimo Castaldo – è un provvedimento pensato male e realizzato peggio. Non serve al paese”.

Un grande bluff, secondo Massimo Baroni: “La nostra Costituzione va difesa, si tolgono 300 senatori e si fanno entrare cento consiglieri regionali e sindaci, i peggiori della classe politica”. Certamente non si riferisce a Silvia Blasi, consigliera regionale a 5 stelle, accanto a lui.

“Finora – ricorda Blasi – per votare, alle Politiche avevamo due schede, Senato e Camera. Se passa la riforma, ne avremo una sola, ci stanno rubando la possibilità di esprimerci”.

Duro anche il parlamentare viterbese Massimiliano Bernini. Vicino ha il consigliere comunale Gianluca De Dominicis, che fa da padrone di casa. Ospite anche Enrico Mezzetti, presidente Anpi Viterbo: “Non credo che gli italiani, alle prese con tanti problemi – spiega Mezzetti – avessero bisogno di affrontare una prova così divisiva come il referendum”.

È Imposimato a chiudere, con un appello a difendere la nostra Costituzione.

“È straordinaria – chiosa Imposimato – da attuare, come l’articolo 3, affinché siano rimossi gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. Un principio oggi offeso e violato da queste leggi.

La Costituzione, come disse Calamandrei, è il testamento spirituale di 200mila morti, dietro ogni articolo ci sono giovani caduti”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
9 ottobre, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/