Viterbo – (g.f.) – Quella volta di Dario Fo a Viterbo. L’artista italiano e premio Nobel, morto ieri, conosceva la città dei Papi. Nel 2004 venne e si fermò una notte a dormire.
Gianmaria Santucci, oggi consigliere comunale, all’epoca assessore provinciale, se lo ricorda bene. Era qui per una ragione particolare.
“Dario Fo e Giorgio Albertazzi – ricorda Santucci – cercavano piazze in Italia per registrare una trasmissione televisiva che si sarebbe dovuta occupare della storia del teatro italiano”.
Nel capoluogo della Tuscia, la scelta era caduta su piazza San Lorenzo. Piacque molto a Dario Fo, ma poi il programma “Il teatro in Italia raccontato da Giorgio Albertazzi e Dario Fo”, fu registrato altrove.
“Perché c’era una compartecipazione anche da parte d’enti locali – spiega Santucci – e non se ne fece nulla. Trovarono condizioni più favorevoli altrove”.
Ma l’attore era rimasto molto colpito da Viterbo.
“Venne col regista – dice ancora Santucci – rimase positivamente impressionato dalla città. In particolare San Pellegrino.
Passeggiando, disse pure che una casa nel quartiere medioevale non gli sarebbe dispiaciuta”.
Di Fo, Santucci conserva un ricordo: “Di una persona disponibilissima e alla mano. Un mostro sacro del teatro, interessato a conoscere il mio pensiero sul teatro. All’epoca ero assessore alla Cultura e voleva conoscere il mio punto di vista”.
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