Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Centro per gli studi criminologici di Viterbo è diventato ente di formazione accreditato dalla Regione Lazio. E ne siamo fieri, orgogliosi.
Non solo perché è una cooperativa, e una cooperativa che fa parte della famiglia di Confcooperative, ma soprattutto perché evidenzia, con la sua storia – nata appena 4 anni fa – lo spirito della cooperazione, i suoi valori e principi: sacrificio, impegno, pazienza, professionalità.
Al servizio della persona e del territorio. Questo è il mondo della cooperazione, in un momento di crisi che stiamo ormai vivendo tutti da tanti, troppi anni. Un momento difficile in cui la cooperazione si rimbocca le maniche e va anche a scavare tra le macerie del terremoto che due mesi fa ha colpito il centro Italia, allestendo centri di raccolta.
Senza perdere la speranza, guardando anzi al futuro e al modo con cui ricostruire, rilanciare, continuare a valorizzare. La cooperazione è innanzitutto solidarietà. Un caposaldo, punto di riferimento assoluto. Senza se e senza ma. La nostra forza, la capacità di vedere – anche in tempi bui come i nostri – il bicchiere mezzo pieno. Senza tuttavia smettere di criticare e proporre come riempiere pure la parte mezza vuota.
Ricordo ancora il taglio del nastro della sede del Csc, il 6 ottobre del 2012, in piazza San Francesco a Viterbo. Una sfida ambiziosa giunta oggi ad un traguardo importantissimo, un valore aggiunto a disposizione della città e del territorio.
Una scelta che poteva apparire azzardata, ma non lo è mai stata perché è stata invece in linea con quello che è il modo di vedere il mondo da parte del cooperatore. Il cooperatore investe e questo, in fase di crisi economica, può apparire un azzardo. Ma non lo è.
E’ appunto un investimento, una scelta, il desiderio di realizzare qualcosa per sé e per gli altri e di condividerlo con tutti. E la formazione – la strada scelta dal Csc – è condivisione di pensieri, strumenti e chiavi di lettura del contesto sociale e di tutto ciò che lo caratterizza. Dalla criminologia all’archeologia giudiziaria, ai corsi di giornalismo fino alla formazione per avvocati, ospitando persino uno sportello di ascolto integrato.
Questa è la cooperazione e la sua grandezza, sentendosi sempre parte di una famiglia che ha radici antiche, che affondano nel sacrificio e nella fatica contadina da cui traiamo origine. Sentendosi sempre a casa, in una casa comune chiamata “cooperativa”.
Bruna Rossetti
Presidente Confcooperative Lazio Nord
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