Viterbo – Clan dei Casalesi, 7 arresti.
Dalle prime ore di questa mattina, nelle province di Viterbo, Caserta, Napoli, Ascoli Piceno, l’Aquila e Parma, i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Caserta, hanno dato esecuzione ad un’ordinanaza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli nei confronti di nei confronti di sette persone, elementi apicali del clan dei Casalesi.
L’operazione si inserisce nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Tra i destinatari anche un uomo già recluso al carcere di Mammagialla.
“L’indagine – come si legge in una nota dei carabinieri – riguarda l’omicidio del vigile urbano Antonio Diana (clasee ’59), avvenuto a San Cipriano d’Aversa l’11 febbraio 1989. Riaperta nel maggio 2014, a seguito delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tra cui Antonio Iovine detto “O ninno”, figura verticistica della medesima organizzazione, ha consentito, anche attraverso l’acquisizione didocumenti attinenti, di far luce sull’efferato delitto.
Secondo quanto ritenuto dal gip – continua -, il fatto si colloca nell’ambito dello scontro armato tra le due fazioni della medesima organizzazione camorristica, una delle quali vincente al termine del conflitto, capeggiata dalla triade Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, Francesco Bidognetti detto “Cicciotto ‘e mezzanotte” e Vincenzo De Falco detto “o fuggiasco” mentre l’altra, decimata militarmente, era composta da affiliati rimasti fedeli alla famiglia Bardellino, capeggiata dal nipote di quest’ultimo, Salzillo Antonio, detto “Capacchione”, alleato con Caterino Sebastiano, detto “l’evraiuolo” e Venosa Luigi, detto “cucchiere”.
A quanto pare, il movente dell’omicidio è stato individuato nella necessità di vendicare l’assassinio di Michele Russo, nell’ambito del quale è stato ritenuto che il vigile abbia svolto il ruolo di “specchista””.
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