Viterbo – Il comune promuove i prodotti tipici. Degli altri. Una generosità oltre le mura.
Trattandosi di ciliegie, una critica tira l’altra. L’iniziativa è stata realizzata a giugno a palazzo dei Priori, con l’amministrazione di Celleno. Nei portici a piazza del Plebiscito, promozione delle ciliegie, buonissime, ma di Celleno. Non di Viterbo, ovvero di Sant’Angelo, dove se producono in quantità.
All’epoca la decisione della giunta ha provocato una mezza sommossa e oggi si arriva al capitolo finale. Il comune di Viterbo dà al comune di Celleno 2300 euro. Per essersi fatto pubblicità. La creatività al potere.
“Ormai non ci stupisce più nulla – dice Elpidio Micci, consigliere gruppo misto – come fa un’amministrazione a finanziare un’iniziativa che si svolge altrove, anche se si è svolta in comune, pagando un altro ente?
In otto anni, mai vista una cosa simile. Ho già avuto modo di criticare aspramente la scelta. Hanno preferito Celleno a Sant’Angelo. Un’operazione sbagliata e il sindaco Michelini non è intervenuto, anzi, ha l’ha avallata”.
Promuovere prodotti non del territorio è giusto, sennò occorrerebbe mettere al bando ogni iniziativa che non sia made in Tuscia. La parte curiosa è il contributo da un ente all’altro.
Pure Giulio Marini (FI), leggendo la determina con cui s’impegna la somma di 2300 euro, ha qualche perplessità.
“Io capisco che si possa stipulare un protocollo d’intesa fra enti – osserva Marini – ma perché fondi direttamente al comune? Allora si potevano prevedere per altri enti che organizzano, faccio un esempio, la Pro loco”.
Nel documento non figura il destinatario della cifra. Si rifà alla delibera di giunta del primo giugno, dove è specificato come il contributo sia destinato all’amministrazione comunale di Celleno.
Se non ci si aiuta fra comuni…
Giuseppe Ferlicca
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