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Consiglio comunale - Su Francigena la maggioranza si spacca - Mezzo Pd vota contro la proposta di Rossi (Viva Viterbo) - Michelini fa la sintesi finale

“Che figura del cavolo…”

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Leonardo Michelini e Antonio Delli Iaconi

Leonardo Michelini e Antonio Delli Iaconi

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Viterbo – (g.f.) – Sul calore, il consiglio comunale si scalda e la maggioranza si spacca.

C’è da discutere l’affidamento dei servizi tecnologici. A oggi in carico a Francigena, la partecipata del comune. La proroga scade il 31 ottobre.

Nei piani di società e comune, c’è l’esternalizzazione. Solo che nel frattempo la riforma Madia, rispetto al passato, consente alle società partecipate di continuare a gestire il servizio.

Per questo Viva Viterbo presenta un ordine del giorno per impegnare il sindaco a valutare la possibilità di lasciare a Francigena il calore. Filippo Rossi legge l’ordine del giorno e tra i banchi dell’opposizione è il fuggi fuggi.

Parte della maggioranza, zona Pd, non è d’accordo. Una pesante spaccatura. Seduta sospesa per un’ora.

Alla ripresa Rossi ribadisce: “C’è urgenza e io chiedo che comunque si voti l’anticipazione del punto”.

Si va al voto, ma nel Partito democratico Serra, Frittelli, Mongiardo, Boco e Cappetti votano no. Minchella e Fabbrini si astengono, insieme a Simoni e Mecozzi (Oltre le Mura).

Dalla maggioranza solo quattro sì, dal sindaco Michelini, Marco Ciorba (Oltre le mura), Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo). Pochi, ma per loro fortuna, tutta l’opposizione è favorevole e la proposta è approvata a maggioranza. 

Faccia salvata per il rotto della cuffia, ma il centrosinistra non fa esattamente una bella figura.

“Che figura del cavolo…”. La sintesi è del primo cittadino, uscendo dal consiglio. La scontro si sposta nell’ufficio del primo cittadino.

La richiesta di Viva Viterbo si basa su una lettera firmata dall’amministratore unico Francigena Cesare Curcio, in cui si prospetta la possibilità di gestire i servizi tecnologici destinati a edifici scolastici e comunali.

“La società – scrive Curcio – avrebbe disposto un piano d’investimenti per efficientamento energetico, pari a 293mila euro, il cui ammortamento dovrebbe avere luogo in cinque anni di contratto”.

In cinque anni, infatti, l’amministratore prevede una diminuzione dei consumi pari a 168mila euro e un risparmio in manodopera di 75mila euro e manutenzione per 50mila euro.

Con il servizio, Francigena impiegherebbe anche due unità di personale che attualmente è in esubero, avendo cessato la gestione del servizio tecnologico al tribunale di Viterbo.

“La dismissione del servizio – ricorda l’assessore Maurizio Tofani – era stata decisa in base a una norma precisa, ma oggi ne interviene un’altra. È bene che il consiglio comunale si esprima oggi in questo senso con un atto d’indirizzo”.

Ma la presidente della quinta commissione Martina Minchella (Pd) frena. “Dobbiamo decidere se il trasporto pubblico – spiega Minchella – deve essere l’attività unica di Francigena come era stato deciso, o se si possono continuare ad affidare altri servizi”.


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27 ottobre, 2016

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