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Cultura - Un'intensa giornata di studio sul ruolo della città nel rinascimento italiano a palazzo dei Papi

Egidio, Lutero, Pole e tanta Viterbo

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Viterbo - Il vescovo Fumagalli, il cardinale Pelle e il console Touring Ceniti

Viterbo – Il vescovo Fumagalli, il cardinale Pelle e il console Touring Ceniti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – C’è tanta Viterbo in quei turbolenti primi decenni del Cinquecento allorquando si incrociano in convulse sequenze politiche, religiose ed artistiche le sorti di un’Italia lucente di cultura (Raffaello, Michelangelo, Leonardo), ma sbiadita al cospetto di Francia, Spagna e Inghilterra.

Riforma e Controriforma, invasioni devastanti, eresie e processi inquisitori, roghi, monaci dannati e illuminati, fanno da sfondo alla nostra città ben appostata sull’asse Francigena alle porte di Roma e quindi snodo strategico nel più grande scenario europeo che andrebbe maggiormente indagato e approfondito, magari con un Centro culturale ad hoc “Dobbiamo recuperare queste memorie e farle nostre”.

Lo ripete Antonio Rocca patron di “Egidio 17” nell’ambito della giornata di studio di sabato scorso a Viterbo tra le quattro mura della prestigiosa sala Gualtieri del palazzo dei Papi, alla e presenza di due ospiti di rango internazionale come l’ambasciatrice Britannica presso la Santa Sede, Sally Axworthy e il card. George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede.

Si è parlato di quella pagina (condannata alla damnatio memoriae), conosciuta come Ecclesia viterbiensis, scritta, vissuta e sofferta intorno agli anni Quaranta del Cinquecento da un gruppo di Spirituali ospiti nella nostra città tra cui Reginald Pole, Bernardino Ochino e Vittoria Colonna, tutti favorevoli ad un rinnovamento all’interno della Chiesa, già auspicato anni prima nel quinto Concilio Lateranense del 1512 dal viterbese Egidio Antonini nella sua “Orazione” d’apertura.

Si è fatto carico di parlarne il vescovo Lino Fumagalli con una lectio magistralis in cui ha ricordato con lucidità e serenità di giudizio le tumultuose vicende del gesto di Lutero, la grande figura di Egidio e la definitiva spaccatura che si sarebbe potuta evitare con un dialogo che non c’è stato o che non si è voluto trovare. Ma la misericordia di Dio è infinita e ci stanno provando ora, a cinque secoli di distanza, a Lund in Svezia, cattolici e luterani, riuniti alla presenza di papa Francesco.

Molti i contributi alla Giornata di Studio viterbese – organizzata da “Egidio 17” con il sostegno del Touring Club, della Diocesi di Viterbo e di Archeoares – che precede di quarantotto ore l’assise svedese.

Il card. Pell ha commentato la vita e le opere di Reginald Pole e il suo contributo per la riconciliazione; l’agostiniano padre Mario Mattei ci ha informato su alcuni dettagli delle tesi luterane; Barbara Aniello ha incuriosito la platea per le suggestive e intriganti interpretazioni sulla tavoletta della Crocifissione di scuola michelangiolesca custodita nel Museo del Colle del Duomo ed esposta per l’occasione nell’adiacente sala del Conclave; Luciano Osbat (direttore del Cedido) si è soffermato sulle eresie e i tanti modi di repressione; padre Carmine De Filippis (dell’Ordine dei Francescani Cappuccini) ha ricordato il ruolo dell’Ordine fondato a Viterbo nel 1528 mentre il presidente di Archeoares Gianpaolo Serone, custode premuroso della tavoletta, ha ribadito la necessità di narrare con più partecipazione le vicende storiche della nostra città. Moderatore e convinto promotore dell’incontro Vincenzo Ceniti, console Touring di Viterbo.

Touring Club


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31 ottobre, 2016

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