Viterbo – “Insieme per costruire la ‘Rete’ regionale delle ville e dei giardini storici del Lazio e della Tuscia”. A lanciare l’appello è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione agricoltura del Lazio, a seguito della pubblicazione dell’Avviso Pubblico regionale per la presentazione di domande di accreditamento alla Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici e paesaggistici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico della Regione Lazio.
Un Avviso che arriva a seguito della Legge regionale di valorizzazione di ville e giardini storici approvata la scorsa estate, di cui Valentini è stato primo firmatario.
“L’accreditamento alla Rete – spiega Valentini – costituisce presupposto ai fini della concessione di forme di sostegno”.
La legge sulle dimore storiche stanzia infatti 1,4 milioni di euro fino al 2018 per interventi e progetti di restauro, risanamento conservativo, recupero e manutenzione straordinaria.
La Rete è finalizzata a promuovere e sostenere interventi di valorizzazione, fruizione, conoscenza, informazione e formazione relativamente alle dimore che hanno natura di bene culturale o paesaggistico e ambientale e dichiarati di interesse culturale o pubblico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e successive modifiche, insistenti sul territorio della Regione.
La domanda di accreditamento può essere presentata unicamente dall’attuale proprietario del bene. Il bene deve poi possedere i seguenti requisiti:
– deve essere una dimora, villa, complesso architettonico e paesaggistico, parco o giardino;
– deve essere oggetto di una valida ed efficace dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 42/2004, e/o di una valida ed efficace dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 140 del medesimo D.Lgs. 42/2004;
– nel caso di bene oggetto della dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 42/2004, devono attualmente sussistere i valori espressi nella dichiarazione d’interesse culturale, da valutare sulla base dello stato di conservazione del bene e dei suoi elementi decorativi;
– nel caso di bene oggetto della dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 140 del medesimo D.Lgs. 42/2004, al fine di verificare la sussistenza dei valori indicati all’art. 1 della citata L.R. 8/2016, lo stesso deve presentare caratteristiche di rilevante valore storico o storico-artistico debitamente documentate dalla bibliografia scientifica;
– devono risultare attualmente rispettati i vincoli apposti al bene per effetto della dichiarazione di interesse culturale, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 42/2004, e/o della dichiarazione di notevole interesse pubblico, ai sensi dell’art. 140 del medesimo D.Lgs. 42/2004.
La domanda di accreditamento dovrà essere trasmessa, unitamente agli allegati previsti, entro e non oltre 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione sul B.U.R. dell’Avviso pubblico, esclusivamente mediante posta elettronica certificata (P.E.C.) al seguente indirizzo cultura@regione.lazio.legalmail.it.
“Un’occasione di partecipazione allo sviluppo del territorio – conclude Riccardo Valentini – attraverso la messa a sistema di tutti i suoi beni culturali. Rendendo protagonisti i proprietari dei beni che ricadono nelle realtà comunali più piccole e creando nuovi posti di lavoro soprattutto attraverso la nascita di start up giovanili”.
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