Viterbo – E’ proiettato per la prima volta in questi giorni, in molte sale cinematografiche italiane, il film documentario “I volti della via Francigena” diretto dal regista Fabio Dipinto con le musiche di Andrea Cavallo.
Cinquanta minuti di storie autentiche, su grande schermo, raccontate da diversi viandanti moderni, che hanno percorso anche recentemente l’antica via di comunicazione che nel medioevo partiva da Canterbury e arrivava a Roma.
Tante testimonianze dirette di pellegrini, di accoglienti ospitalieri, di albergatori, di volontari, e di persone che lungo il cammino, spesso, hanno ritrovato se stessi e l’amicizia verso il prossimo. Spostarsi lontano dalle città, camminando per “agros”, per campi, peregrinare, ed è per questo che si usa il termine “pellegrino”.
Un film uscito da pochi giorni e già visto da numerosissimi spettatori che, tra l’altro, esalta anche il territorio viterbese, con una bella veduta del lago di Bolsena, lungo i sentieri tra i campi e i boschi, attraverso strade tagliate nel tufo e strade interpoderali prima di arrivare a Roma.
Un filmato ricco di umanità dove i racconti dei protagonisti si alternano alle immagini straordinarie dei luoghi attraversati dall’antichissimo percorso della via Francigena lungo più di mille chilometri.
Camminare insieme, condividere l’acqua, le gioie e le fatiche, unisce i cuori delle persone e le loro anime. Tante persone ogni anno partono da Canterbury, con una certa pesantezza interiore, spesso per sfuggire allo stress della vita quotidiana, e arrivano a destinazione risollevate e più leggere.
Metaforicamente, semplificando il ragionamento, è un po’ come gli zaini che alla partenza sono sempre pieni e pesanti mentre all’arrivo sono vuoti e leggeri. A motivare i pellegrini, in molti casi, la spiritualità e la religione.
Silvio Cappelli
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