![]() Tarquinia – Fabio Berardicurti del comitato civico ![]() Tarquinia – L’assemblea pubblica sull’immigrazione ![]() Tarquinia – Silvano Olmi del comitato civico ![]() Tarquinia – Il commerciante Enrico Benedetti |
Tarquinia – No al progetto Sprar.
Posizione irremovibile quella del comitato civico Tarquinia, espressa ieri pomeriggio durante l’assemblea pubblica sull’immigrazione
Tema centrale dell’incontro l’adesione dell’amministrazione allo Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati), che prevede la realizzazione di progetti di accoglienza integrata sul territorio comunale mediante interventi di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento.
A introdurre l’assemblea è stato Fabio Berardicurti, uno dei membri del comitato civico.
“Ci stiamo mobilitando – ha indicato Berardicurti – per mettere al primo posto le problematiche relative ai cittadini tarquinesi, che pagano le tasse e ne hanno il diritto.
Il nostro sindaco sembra essere favorevole all’accoglienza ma forse si dimentica che abbiamo 193 famiglie in attesa di una casa popolare anche per questo lotteremo per l’abolizione dello Sprar.
E’ bene ricordare che abbiamo scelto di riunirsci all’hotel Villa Tirreno perché la sala Consiliare ci è stata negata”.
Subito dopo le parole di Silvano Olmi, che ha spiegato nel dettaglio le richieste dell’organizzazione tarquiniese.
“Parte tutto dalla scorsa estate – ha raccontato Olmi – quando la prefettura fece un sopralluogo all’ex polveriera per metterci gli immigrati.
E’ poi scoppiato il caso dei 35-50 profughi all’ex hotel Sporting, che dopo la mobilitazione popolare e l’attenzione dei media nazionali è rientrato in fretta.
Il 24 ottobre il comune ha quindi aderito al progetto Sprar, pubblicando un bando di ricerca di enti e cooperative in grado di accogliere migranti nel territorio comunale.
L’avviso che scade domani (oggi, ndr) e si presume che siano già state consegnate delle buste, oggetto d’analisi di una commissione chiamata a decidere quali progetti accettare.
Ricordiamo che lo Sprar prevede integrazione ma anche vitto e alloggio, oltre che il cofinanziamento obbligatorio, cioè il contributo economico del comune con soldi, strutture, personale e servizi.
Le nostre proposte sono tre: la richiesta urgente di un incontro con il sindaco per lunedì prossimo, la cancellazione del bando e un incontro con regione Lazio e Ater per programmare la realizzazione di altre case popolari per Tarquinia, individuando immobili privati da poter dare ai tarquiniesi”.
Infine spazio al dibattito finale con gli interventi dei cittadini. “Il problema è economico e non d’integrazione – ha affermato Enrico Benedetti-, la priorità è il lavoro e prima di pensare all’accoglienza dobbiamo pensare a noi”. “Bisogna produrre lavoro e turismo invece stiamo bruciando tutto – ha sostenuto Fabio Nuzi –, noi non siamo razzisti ma questa gente viene usata schifosamente dal governo per alimentare le cooperative. “Il comune diffonde un bando facoltativo e lo fa per dare beneficio alle cooperative – ha spiegato Federico Galletti-, gli immigrati cercano un posto migliore ma in casa mia invito chi dico io”.
Samuele Sansonetti
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