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Tribunale - Vitorchiano - A processo con l'accusa di omicidio colposo c'è il titolare di una ditta spargisale

Bimba di 4 anni muore in incidente, salta l’udienza

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La piccola Irene Raimondo

La piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano - L'incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – L’incidente in cui morì la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – Piccola. Piccolissima. Irene Raimondo Biaveva solo quattro anni quando un incidente stradale se l’è portata via.

Come tutte le mattine, stava andando all’asilo insieme alla mamma Victoria Ludovico, 26 anni. Lei alla guida della Renault Twingo rossa; la figlioletta sul sedile posteriore. Una curva su una discesa ghiacciata e l’auto che sbanda, per poi adagiarsi su un fianco. Victoria è rimasta ferita. Irene non ce l’ha fatta: il suo corpicino è sbalzato dalla macchina ed è piombato sull’asfalto. Nonostante l’immediato intervento dell’elisoccorso, tutti i tentativi di rianimarla sono stati vani.

Le foto dello schiantoslide

Erano da poco passate le 9 del 13 febbraio 2013. Erano giorni di neve, e sulla strada si era formata una lastra di ghiaccio. Il titolare di una ditta spargisale è finito a giudizio per omicidio colposo, con l’accusa di non essere passato a gettare sale su quella maledetta strada. Se così fosse stato, forse, Irene sarebbe ancora viva.

La sua mamma si è costituita parte civile al processo, rappresentata dall’avvocato Alessandro Vettori. Lo scorso anno ha parlato anche lei davanti al tribunale di Viterbo. Con un filo di voce e a monosillabi ha raccontato il giorno in cui ha perso la sua bambina. “Era sereno, ma era freddo – aveva spiegato al giudice Rita Cialoni -. Non mi sono resa conto di com’era la strada. Ho perso il controllo della macchina per il ghiaccio e non so cos’altro ho fatto”.

Irene era sul sedile posteriore. Senza seggiolino. Senza cintura, come anche Victoria che, per la mancanza del seggiolino, ha patteggiato una condanna a pochi mesi per violazione delle norme del codice della strada. “Ho già pagato per questo”, ha detto con tutta la dignità del suo dolore di madre.

Ieri si sarebbe dovuta tenere un’altra udienza del processo. Saltata per mancanza di testimoni. Tra questi anche la dirigente della provincia che in quel periodo si occupava dell’emergenza maltempo. C’è da capire, infatti, se dall’ente fosse o meno partito l’ordine di spargere il sale e in che modalità.

Resta il fatto che tutte le persone ascoltate finora (tra dipendenti comunali e carabinieri che hanno fatto i rilievi) non hanno sollevato nessun dubbio sulla presenza di ghiaccio su quel tratto di strada: i testimoni hanno confermato. Le lastre erano evidenti, si scivolava anche a piedi. Tra meno di sei mesi la prossima udienza.


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11 novembre, 2016

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