Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Agricoltura - Roberta Ranieri racconta il lavoro e la cura che c'è dietro la produzione delle Perle della Tuscia, azienda familiare di Grotte di Castro

Patate “colorate” e antichi legumi per passione…

di Maria Letizia Riganelli
Condividi la notizia:

Giuseppe e Roberta Ranieri

Giuseppe e Roberta Ranieri

Perle della Tuscia - La selezione del cece nero

Perle della Tuscia – La selezione del cece nero

Perle della Tuscia la raccolta delle patate rosse

Perle della Tuscia la raccolta delle patate rosse

Perle della Tuscia - Le patete viola

Perle della Tuscia – Le patate viola

La famiglia Ranieri allo slow food village con Gianni Bono e Martina Prospero

La famiglia Ranieri allo slow food village con Gianni Bono e Martina Prospero

Giuseppe, Roberta e Andrea Ranieri con Andy Luotto a Eataly per una degustazione di patate

Giuseppe, Roberta e Andrea Ranieri con Andy Luotto a Eataly per una degustazione di patate

I terreni dell'azienda Perle della Tuscia

I terreni dell’azienda Perle della Tuscia

Perle della Tuscia - Cuore rosso

Perle della Tuscia – Cuore rosso

Perle della Tuscia - Le patete viola

Perle della Tuscia – Le patate viola

Perle della Tuscia - La selezione dei fagioli

Perle della Tuscia – La selezione dei fagioli

Perle della Tuscia - La raccolta delle patate "delizia blu"

Perle della Tuscia – La raccolta delle patate “delizia blu”

Perle della Tuscia - La semina delle patate

Perle della Tuscia – La semina delle patate

Viterbo – Patate, amore e fantasia.

Sperduta tra la campagna dell’alto Lazio c’è un’azienda che, nascosta dalla globalizzazione sfrenata, ha deciso di puntare tutto sulla tradizione e la qualità.

Le Perle della Tuscia, azienda agricola a conduzione familiare di Grotte di Castro, da anni produce cinque tipi di patate diversi e legumi tipici della zona. Riportando i palati ai sapori di una volta.

A gestire l’azienda è la famiglia Ranieri, Giuseppe, il padre, si occupa dei prodotti e ha ereditato tutta l’esperienza dei genitori contadini; Roberta, la madre, è un po’ il deus ex machina dell’azienda e si occupa dei contatti coi clienti, è insomma il motore che spinge l’intera famiglia a scoprire cose nuove; i figli Andrea e Davide si occupano di marketing e tecnologia.

Da sempre la zona dell’alto Viterbese è specializzata e vocata alla produzione di patate. Il classico tubero a pasta gialla, immancabile nella tradizione culinaria.

L’azienda della famiglia Ranieri però ha fatto qualcosa in più.

“A Grotte è logico mettere patate – dice Roberta Ranieri -. E anche noi abbiamo iniziato con la patata igp Alto Lazio. Poi abbiamo sviluppato anche molto altro. La nostra azienda ha una tradizione storica, prima se ne occupavano i miei suoceri, poi i miei cognati. Quando sono andati in pensione, abbiamo deciso di riprendere noi in mano l’azienda e abbiamo proseguito il lavoro. Ora il titolare è mio figlio Andrea, ma è la famiglia intera che se ne occupa”.

La vera novità della produzione delle Perle della Tuscia sono le varie tipologie di patate che produce e i legumi tipici della Tuscia.

“Attualmente – racconta – abbiamo le patate rosse “Cuore rosso”, la Doppia Delizia che è gialla e viola, le patate viola “Vitelotte Lady Viola”, quelle blu “Delizia Blu” e le classiche patate gialle Dei Colli Viterbesi. Quindici anni fa abbiamo iniziato a mettere nei campi la varietà di patate viola. E io me ne sono perdutamente innamorata. Non la cambierei con nessun’altra varietà. Ha sicuramente una resa molto inferiore rispetto a quella gialla, va raccolta a mano e ha bisogno di cure quasi maniacali. Adesso sono quelle che produciamo maggiormente. Sei anni fa abbiamo introdotto le blu, tre anni fa quelle rosse del ceppo andino e ultima arrivata è quella gialla e viola. Ognuna ha caratteristiche particolari e un sapore diverso”.

“Questi tipi di patate – spiega – sono tutti antichissimi. Noi li abbiamo solamente riportati in auge, se così si può dire. Probabilmente erano produzione lasciate indietro perché la resa non era paragonabile a quella delle classiche patate a pasta gialla. Ma io sono una persona che vuole scoprire e mi piace molto fare esperimenti”.

Passione e curiosità che Roberta Ranieri non lesina nemmeno nella produzione di legumi.

“Nell’ultimo periodo – dice ancora – abbiamo un po’ diminuito la produzione delle patate per lasciare più spazio a quella dei legumi. Un po’ perché la rotazione fa bene al terreno, un po’ perché anche nel mondo dei legumi ci sono scoperte da fare ogni giorno”.

La produzione in questo caso va dalla lenticchia di Onano, alle lenticchie nere, dai ceci neri ai fagioli del purgatorio.

“Abbiamo provato quasi per scherzo – continua – a mettere i ceci neri, che tra l’altro nella nostra zona erano sempre esistiti, e sono andati benissimo. Adesso sto selezionando i fagioli neri che escono dai baccelli di quelli del purgatorio. Prima venivano scartati ora li conservo perché vorrei provare a seminarli per vedere cosa ne verrà fuori”.

Parola d’ordine: provare.

“Sperimentare, provare sono un po’ le cose che mi piace più fare. Con attenzione ovviamente sia alla tradizione ma anche alla genetica. Sono decisamente appassionata nel trovare nuove varietà da provare sia per migliorare l’azienda in termini di qualità, sia perché mi piace pensare di lasciare qualcosa ai miei figli da proseguire”.

Attualmente la produzione  delle Perle della Tuscia di patate “colorate” è di circa 140 quintali, quella di legumi di circa 50.

“In questi ultimi due anni – continua Roberta Ranieri – abbiamo cercato di aumentare la nostra offerta di legumi e allo stesso tempo coinvolto colleghi imprenditori agricoli che fossero intenzionati a seminare del prodotto seguendo i nostri standard con accordi di coltivazione. Così siamo riusciti ad aumentare le quantità prodotte ed incrementare i terreni coltivati a legumi nel viterbese”.

Anche se per far “sfondare” nella Tuscia queste varietà di prodotti l’azienda ha dovuto faticare non poco.

“Inizialmente – racconta Roberta Ranieri – i nostri clienti erano tutti del nord. Ho provato a contattare rivenditori locali ma ho ricevuto molti ‘no, grazie’. Così per farle conoscere mi sono affiata anche alla mamma e alla sua cucina. E’ lei che sperimenta manicaretti preparati con i nostri prodotti, così da rendere le patate o i legumi più appetibili. Ho fatto degustazioni un po’ dappertutto proprio per promuovere le nostre produzioni”.

E grazie a questo tipo di coinvolgimento l’azienda le Perle della Tuscia ha catturato l’attenzione di chef importanti.

“Dopo un po’ di tempo – spiega Ranieri- che insistevamo abbiamo iniziato a farci conoscere e ci hanno inviato in trasmissioni dedicate al cibo, a fiere, eventi… E oggi ci conoscono anche nel nostro territorio d’origine”.

Ma la curiosità per tuberi e legumi non si esaurisce. “Attualmente – dice infine Roberta Ranieri – sto sperimentando la quinoa, vedremo come andrà”.

Maria Letizia Riganelli

 


Condividi la notizia:
5 dicembre, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/