Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Il Comune di Viterbo non paga da due anni le quote per le Rsa. Le residenze sanitarie assistenziali, che si trovano sul suo territorio.
Se la situazione non si risolverà entro dieci giorni denunceremo il comune di Viterbo alla Corte dei conti.
“Alle Rsa non viene erogata la quota sociale spettante secondo la normativa sulla compartecipazione. Rimangono sospesi i pagamenti di ben due anni, il 2015 e anche il 2016.
Con la lettera inviata al sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, denunciamo il perseverare da parte del Comune della gravissima, e non più accettabile, inadempienza e dell’illegittimo operato verso le strutture. – afferma Jessica Veronica Faroni, presidente Aiop Lazio –.
Non solo il comune non paga la quota che gli spettano ma alle strutture non viene data neanche la possibilità di fatturare, questo perché, per motivi burocratici, non vengono espletate, da circa due anni, nemmeno le valutazioni della situazione economica e reddituale degli utenti”.
“Poiché il Comune è inadempiente di fronte alla normativa nazionale e regionale, e non vi è stata rendicontazione alcuna, a causa della mancanza di valutazione, la Regione ha potuto erogare per il 2015 solo un acconto sulla base della sola previsione di spesa.
Ad oggi ancora non è stata trasmessa alcuna rendicontazione da parte del Comune alla Regione, e questo nonostante i ripetuti solleciti. La situazione pertanto potrebbe peggiorare in quanto in mancanza di rendicontazione la Regione si vedrà costretta a chiedere indietro, per garantire parità di trattamento con gli altri comuni, anche detto acconto.
Per quanto invece riguarda il 2016 non è stata fatta neanche una previsione di spesa. Che Viterbo sia un porto delle nebbie? – aggiunge Faroni -. Diffidiamo pertanto il sindaco del Comune di Viterbo a convocarci entro e non oltre 10 giorni dalla presente comunicazione per esporci una proposta seria per regolarizzare i crediti 2015 e 2016.
Se questo non dovesse accadere saremo costretti ad intraprendere alcune iniziative tra le quali una denuncia alla Corte dei Conti.
L’amministrazione comunale quindi dovrà rispondere difronte alle competenti sedi dei danni cagionati alle strutture, al personale e agli utenti”.
Aiop Lazio – Associazione Ospedalità Privata del Lazio
Di seguito la lettera di Aiop (Associazione Ospedalità Privata del Lazio) e Aris (Associazione religiosa istituti socio sanitari):
Con la presente siamo a denunciare, in rappresentanza di più 90% delle Rsa del territorio di Viterbo, il perseverare da parte del Comune della gravissima, e non più accettabile, inadempienza e dell’illegittimo operato verso le strutture.
Alla Rsa, che insistono sul territorio, non viene erogata la quota sociale spettante secondo la normative sulla compartecipazione.
Rimangono sospesi i pagamenti di ben due anni, il 2015 e anche il 2016. Non solo, alle strutture non viene data neanche la possibilità di fatturare, questo perché, per motivi burocratici, non vengono espletate, da circa due anni, nemmeno le valutazioni della situazione economica e reddituale degli utenti.
Poiché il Comune è inadempiente di fronte alla normative nazionale e regionale, e non vi è stata rendicontazione alcuna, a cause della mancanza di valutazione, la Regione ha potuto erogare per it 2015 solo un acconto sulla base della sola previsione di spesa.
Ad oggi ancora non è state trasmessa alcuna rendicontazione da parte del comune alla Regione, e questo nonostante i ripetuti solleciti.
La situazione pertanto potrebbe peggiorare in quanta in mancanza di rendicontazione la Regione si vedrà costretta a chiedere indietro, per garantire parità di trattamento con gli altri comuni, anche detto acconto.
Per quanto invece riguarda il 2016 non è state fatta neanche una previsione di spesa. Che Viterbo sia un “porto delle nebbie”? Diffidiamo pertanto il sindaco del Comune di Viterbo a convocarci entro e non oltre 10 giorni dalla presente comunicazione per esporci una proposta seria per regolarizzare i crediti 2015 e 2016.
Se questo non dovesse accadere saremo costretti ad intraprendere alcune iniziative tra le quali una denuncia alla Corte dei conti.
L’amministrazione comunale quindi dovrà rispondere difronte alle competenti sedi dei danni cagionati alle strutture, al personale e agli utenti.
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