Viterbo – (g.f.) – “Una riforma fatta male e che non vuole nessuno”. Referendum costituzionale, due ragioni per dire no. Arrivano da Laura Allegrini. Non sono le uniche: “Non semplifica e non serve per risparmiare”.
Al Salus Terme, incontro promosso da Azione Nazionale. Al tavolo, oltre alla senatrice, Gianni Alemanno, ex ministro e sindaco di Roma, che mette in guardia: “Con la riforma diventiamo sudditi dell’Europa”. Accanto ad Alemanno, Domenico Nania, senatore.
“La riforma – insiste Allegrini – non ha come fine la governabilità, svende la sovranità popolare e consente a un solo partito d’eleggere il Presidente della Repubblica alla settima chiama”.
An (Azione, non Alleanza), porta avanti la battaglia per il no, ma può contare, secondo Allegrini, su due supporter d’eccezione: “Matteo Renzi e la ministra Maria Elena Boschi sono i nostri migliori sponsor”.
All’incontro, fra i quasi duecento presenti, ci sono Daniele Sabatini, consigliere regionale, Giovanni Arena (FI). In prima fila. Più defilati, Gianmaria Santucci (Fondazione), Giulio Marini e Claudio Ubertini (FI), Enrico Maria Contardo (Noi con Salvini).
“Bisogna stare attenti a ciò che si perde e ciò che acquista il governo”. Mette in guardia Nania. “Quello che andiamo a votare, dobbiamo chiederci se rispetta la sovranità popolare e quella nazionale”.
Mentre per Mario Ciampi con la riforma si risparmia a spese della sovranità popolare: “Mentre il Senato si trasforma in un dopolavoro per sindaci e consiglieri regionali”.
Con la riforma, s’introduce un obbligo: “Approvare le direttive europee – ammonisce Gianni Alemanno – questo vuol dire che cediamo un pezzo significativo della nostra sovranità all’Unione europea, ne diventiamo sudditi”.
Renzi incatena l’Italia all’Unione europa, sentenzia Alemanno. “Il governo deve avere un mandato forte dal popolo. Invece oggi diamo a una forza politica la possibilità di governare con il 35%. Forse Renzi pensava che avrebbe vinto, invece ora rischiamo di consegnare l’Italia al Movimento 5 stelle”.
Ce n’è anche per la questione migranti. “Siamo alla sostituzione etnica – dice Alemanno – in paesi spopolati della Basilicata saranno insediati profughi e immigrati. Noi diciamo di no.
Solo il 7% sono profughi, il resto sono persone che pagano il viaggio per venire qui a vivere meglio. Il mio cuore non sta con chi scappa, ma con chi resta nella propria patria a rischiare”. E poi annuncia una raccolta firme per cambiare la Costituzione: “Perché noi siamo per cambiare, ma nel modo giusto”.
Nomi noti accanto a volti nuovi al tavolo. Parla Claudia Sanna, le sue ragioni per il no e poi il debutto di un “figlio d’arte”. Federico Porciani, 21 anni. Il padre Bernardino, consigliere comunale di lungo corso.
Arringa il pubblico con un discorso che spazia dalla riforma, passando per la tassazione ingiusta, come l’Irap, l’elemosina concessa alle forze dell’ordine o le vicende legate a Banca Etruria.
A dire no, anche Fabrizio Fortini e Stefano Marini.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY