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Operazione Freccia gialla - Case di appuntamento anche a Orte - Tra i capi quattro donne

Prostituzione in appartamento, sette arresti

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Mestre - Operazione “Freccia gialla” - Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre – Operazione “Freccia gialla” – Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre - Operazione “Freccia gialla” - Prostituzione in appartamento, sette arresti

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Mestre - Operazione “Freccia gialla” - Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre – Operazione “Freccia gialla” – Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre - Operazione “Freccia gialla” - Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre – Operazione “Freccia gialla” – Prostituzione in appartamento, sette arresti

Mestre – Prostituzione in appartamento, sette arresti e un obbligo di firma. Case di appuntamento anche a Orte. Tra i capi dell’organizzazione quattro donne.

Questo il bilancio dell’operazione “Freccia gialla” condotta dai carabinieri della compagnia di Mestre in collaborazione con i carabinieri di Milano, Rho, Treviglio, Chiari, Desenzano del Garda.

La notizia è comparsa sul Corriere del Veneto.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Venezia.

Le persone arrestate sono, secondo il Corriere del Veneto, Xiu Yumei, 47 anni, Qin Xiuxia, 44, Alessandro Ansuini, 45, Fang Yanhong, 34, Roberto Raffaldi, 52, Liu Fen, 48, e Yu Wenkuan, 38.

Le indagini erano partite nel luglio 2015 e hanno consentito di identificare quaranta persone, tra prostitute e proprietari degli appartamenti, che venivano affittati ai vertici dell’organizzazione per gli incontri sessuali.

Le case che venivano usate, una ventina in tutto, sono state localizzate a Orte (Viterbo), Chiaravalle (Ancona), Montemarciano, Marcon (Venezia), Calcio (Bergamo), Piacenza, Caronno Pertusella (Varese), Milano, Cesano Maderno (Monza e Brianza), Sanremo (Imperia), Fano (Pesaro e Urbino), Zogno (Bergamo), Mandolossa, Biella, Gallarate (Varese).

Quattro le donne asiatiche a capo dell’organizzazione che spesso viaggiavano sui treni ad alta velocità  per raggiungere gli appartamenti in giro per l’Italia e raccogliere i guadagni.

Gli introiti, stando alle indagini, sarebbero stati di circa 5mila euro al giorno, per circa 150mila euro al mese. I soldi venivano poi investiti di nuovo in Italia.

Sequestrati beni per un milione di euro tra appartamenti e macchine.

Stando alle ricostruzioni delle forze dell’ordine, delle giovani cinesi venivano attirate da alcuni connazionali che promettevano un futuro e un lavoro sicuro.

Poi però venivano rinchiuse nelle case dove si svolgevano gli incontri sessuali e costrette a vivere in condizioni disumane.


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7 dicembre, 2016

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