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Viterbo - Bastianelli (Enit) all'incontro di fine anno Federlazio - Si parla di turismo anche nel capoluogo

“Far pagare il biglietto è stata la fortuna di Civita”

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Giovanni Bastianelli

Giovanni Bastianelli

Tiziana Governatori e Giovanni Calisti

Tiziana Governatori e Giovanni Calisti

Francesco Bigiotti e Giovanni Bastianelli

Francesco Bigiotti e Giovanni Bastianelli

Francesco Bigiotti

Francesco Bigiotti

Tiziana Governatori

Viterbo – (g.f.) – “Il successo a Civita, far pagare il biglietto”. Si parla di turismo e Giovanni Bastianelli dell’Enit ha una sua idea sulla massa di turisti che in poco tempo ha invaso la città che muore.

All’incontro Federlazio fine anno gli spunti sono molti. Nel Lazio manca la parte ludica nell’offerta turistica e questo può spiegare il grande successo del Caffeina Christmas Village.

“Presepi e tutto il resto esistono da sempre – continua Bastianelli – importante è come si confeziona l’offerta, creare il mito”. Ma una volta creato il mito: “Io, discutendo di Viterbo con il sindaco ne ho parlato, quando si alza l’aspettativa, occorre stare attenti. Perché come si sale, poi si scende.

La gente si attende tanto, un buon servizio, parcheggi, mangiare all’altezza, ricettività”. Perfetto.

Oltre al responsabile Enit, ci sono Tiziana Governatori, manager Salus Terme, struttura che ospita l’iniziativa e il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti.

“A distanza di quattro anni – continua Bastianelli – le cose sono cambiate. Prima venino a parlare su come far venire turisti, ora dei problemi perché ci sono troppi turisti. Non è successo per caso”. Ma c’è il caso Civita.

“Mancava solo la scintilla – osserva Bastianelli – Civita da località si è trasformata in un mito. La scintilla è stata far pagare il biglietto. Una mossa straordinaria. In Italia non si fa mai. Invece ha dato valore a Civita”.

Parlando di Viterbo, invece: “Non stiamo affrontando il punto Macchina di Santa Rosa. Perché è quello che deve essere, un grande appuntamento per i viterbesi, che va veicolato. Ad esempio, un’operazione da fare è metterne una in piazza. Immaginate quale promozione avrebbe in questi giorni. La gente che viene al villaggio turistico, avrebbe toccato con mano la tradizione.

Un’operazione importante come lo è stato portarla a Expo”. Oggi la Tuscia per Bastianelli, sfrutta le sue potenzialità al 30%.

A Viterbo, uno dei punti di forza è il termalismo. “Da quattro anni – ricorda Tiziana Governatori – abbiamo ripreso in mano la struttura che tanti anni fa con la mia famiglia abbiamo costruito. Poi dandola in gestione. Nel riprenderla, siamo passati da quello che era prima, un centro congressi, al termalismo. Ragione per cui era nata.

Ci siamo creati un’identità nel benessere e relax. Con altri operatori oggi siamo in contatto continuo, facciamo rete chi viene nella nostra struttura noi li spingiamo a uscire, a scoprire il territorio”.

Lavoro non manca. “Viterbo città termale, medioevale, gli etruschi. Come veicolare il messaggio turistico è ancora allo studio. Sessanta operatori selezionatissimi da tutta Europa, che abbiamo ospitato, ci hanno spiegato come la Tuscia a livello internazionale si può vendere solo sulla via dedicata agli Etruschi”.

Bastianelli non concorda del tutto. “Gli etruschi non sono un brand, ci sono da sempre. Turisti che si spostano solo per questo rappresentano una nicchia. Invece si deve colpire la massa”.

Dalle parti di Civita di Bagnoregio, invece, c’è stato il biglietto d’ingresso, ma non solo. “Il pagamento – osserva il sindaco Francesco Bigiotti – è stata una battaglia. All’inizio l’attrito è stato forte. Strutture ricettive erano certe che avrebbero chiuso.

Invece, appena un mese dopo l’afflusso era raddoppiato. Ma ci sono state altre iniziative che hanno portato interesse, artisti che si sono mobilitate per salvare Civita. Oggi aprono nuove attività, con benefici per l’occupazione. Del resto, noi siamo in un territorio dove non ci sono insediamenti industriali o altro. Cosa fare di diverso se non il turismo?”.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Giorgio Renzetti e aperto dai saluti del presidente Federlazio Giovanni Calisti.


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14 dicembre, 2016

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