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Cna - La direzione provinciale ha analizzato la situazione

Manovra. Pieri: “Atto dovuto per Italia, adesso però misure su lavoro”

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Angelo Pieri

Angelo Pieri

– Come può entusiasmare una manovra che chiede sacrifici a tutti e punta, in prevalenza, a reperire nuove entrate?

La direzione provinciale della Cna, riunitasi a Tuscania, nella sede della Boscolo Etoile Academy, per un confronto sul provvedimento “salva Italia” del governo Monti e sulla proposta di finanziaria 2012 della Regione Lazio, non ha certo esultato ed anzi ha espresso preoccupazione per il rischio che l’innalzamento della pressione fiscale abbia come effetto una drastica riduzione dei consumi.

Ma tutti hanno condiviso la valutazione del presidente, Angelo Pieri, che ha invitato a guardare in faccia la realtà. “La manovra – ha affermato – era un atto dovuto per evitare il crac e recuperare la credibilità del Paese. Sebbene le correzioni effettuate l’abbiano migliorata rispetto alla bozza originaria, restano alcune iniquità e sicuramente si doveva osare di più sul fronte delle liberalizzazioni.

Però – ha osservato Pieri – dobbiamo essere consapevoli della drammaticità della situazione che ci si è trovati ad affrontare, del pericolo di marginalizzazione economica e politica dell’Italia. Adesso è indispensabile che il governo dia un segnale forte, con un decreto per lo sviluppo che offra risposte, innanzitutto, all’emergenza lavoro. Abbiamo il dovere di mettere in campo interventi mirati al futuro dei giovani”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, la relazione della segretaria provinciale, Luigia Melaragni, che ha analizzato la manovra punto per punto. “La Cna ritiene che nell’immediato debbano essere adottate misure in direzione della crescita. Anche per rilanciare l’occupazione, serve un sostegno alle imprese, da concretizzare, per esempio, nella diminuzione del costo del lavoro nella busta paga. Sbloccare i pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione e far sì che sia garantito il credito, sono esigenze altrettanto vitali.

E poi, se vogliamo davvero fare innovazione – ha sottolineato Melaragni -, dobbiamo aprire alle competenze , accelerando sulle liberalizzazioni”.

Nessuno spiraglio per l’imprenditoria diffusa arriva dalla finanziaria regionale 2012. Melaragni ha ricordato la richiesta, finora inascoltata, di convocazione del tavolo interistituzionale sulla crisi lanciata in occasione della manifestazione “Le voci della crisi” e riproposta in sede di audizione alla Pisana. “La Regione è un ente di programmazione economica, non può non riunire le forze economiche e le istituzioni in un momento così difficile”, ha detto. Ma a preoccupare, oggi, sono soprattutto i tagli delle risorse a favore dell’artigianato.

Nel documento elaborato dalla giunta e inviato all’esame del consiglio, spiccano alcuni numeri: per il 2012 gli stanziamenti per il comparto sono ridotti almeno del 50 per cento. Per la patrimonializzazione dei Confidi, si passa dai 10 milioni di euro del 2011 ai 4 previsti per il 2011; per i contributi a sostegno dell’innovazione, della sicurezza, delle assunzioni e della nascita di imprese, da 5 milioni a poco più di 1 milione e mezzo. E c’è il dato eclatante dei fondi per l’internazionalizzazione: zero euro, quando Regioni come la Lombardia investono 35 milioni. “Eppure – ha affermato Melaragni – quella dei mercati esteri è, per tante imprese, una strada obbligata”.

Insomma, le scelte sono opposte a quelle che servono alle imprese. La Cna lavora perché vengano modificate. Vale per la Regione ciò che si è detto per il governo nazionale: è fondamentale la voce “sviluppo”.

Prima della riunione, gli imprenditori della direzione hanno visitato gli spazi della scuola di cucina Boscolo, “un’eccellenza che dimostra – ha evidenziato Pieri – quanto sia importante scommettere sull’alta qualità per la crescita”.


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19 dicembre, 2011

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