Viterbo – (g.f.) – Il comune si è ricordato d’essere proprietario della Zaffera. La struttura a piazza San Carluccio rientra fra gli immobili in possesso di palazzo dei Priori.
Un passato glorioso nella ristorazione, a lungo concesso in locazione. Poi il locale è tornato sfitto. Da un paio d’anni circa.
Saltuariamente è stato concesso per iniziative. Probabilmente a titolo gratuito, se è vero che solo il 23 novembre scorso l’assessora Luisa Ciambella avanza la proposta, poi approvata dalla giunta, di stabilire un prezzario per chi intende utilizzare i locali. Come sta accadendo per il Caffeina Christmas Village, che lo ha scelto per la Fabbrica dei giocattoli e il Bosco che non c’è.
Visto che l’ultimo privato pagava 3300 euro al mese, è stato stabilito che per fini commerciali, fiere con vendita, eventi enogastronomici o cene di rappresentanza, il canone sia di 3500 euro al mese.
Invece, per l’uso parziale dell’immobile, sempre a fini commerciali, il canone sarà differenziato.
Per la zona ristorazione dieci euro al metro quadrato, la zona cucina sette euro al metro quadrato, magazzini e dispense 3 euro, bar, 7 euro, area esterna cinque euro.
Attività culturali, turistiche, sociali, il canone forfettario resta di 3500 euro, ridotto del 50 per cento in caso di patrocinio del comune e un taglio ulteriore del 25 per cento nel caso in cui il comune riconosca una importanza strategica all’iniziativa.
L’uso gratuito è concesso solo per manifestazioni di beneficienza e nel caso in cui sia utilizzato da parte di troupe cinematografiche.
Nello stesso immobile ha sede anche l’Ente autonomo San Pellegrino in Fiore.
La delibera però non lo menziona.
Probabilmente perché il rapporto con il comune e il relativo pagamento del canone d’affitto è già regolato in altro modo. Sembrerebbe che per l’ufficio in un locale prestigioso e in pieno centro storico, l’ente paghi un canone mensile di trenta euro.
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