Viterbo – Lotta all’inquinamento, controlli ai cacciatori, tutela del patrimonio boschivo minacciato dagli incendi e guerra agli appalti truccati.
Il 2016 è stato un anno pieno di lavoro per gli uomini del corpo forestale dello stato. A tirare le somme è il comandante provinciale Giovanni Coviello che ripercorre gli ultimi dodici mesi di servizi, appostamenti e inchieste.
“E’ stato sicuramente un anno intenso – dice Coviello – che ci ha visti impegnati su tantissimi fronti.
In totale abbiamo effettuato 10mila controlli nel nostro settore di competenza ovvero quello ambientale: dalla caccia, agli incendi boschivi, passando per l’inquinamento, fino ad arrivare agli appalti truccati, smascherati dalle indagini del Nipaf”.
Per quanto riguarda l’inquinamento e i rifiuti, un servizio specifico è stato portato avanti nel territorio di competenza del comune di Viterbo, in collaborazione con la polizia municipale.
“Per tre settimane abbiamo potenziato il controllo delle isole di prossimità del capoluogo – spiega il comandante Coviello -. Con appostamenti mirati e l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza siamo arrivati ad elevare una sessantina di sanzioni, dai 150 ai 300 euro l’una a seconda dei casi”.
Un’operazione che ha portato i suoi frutti, fin dal breve termine.
“In meno di un mese la situazione è migliorata notevolmente – commenta – e tuttora possiamo dire che la fase di emergenza è superata. Quel periodo di “repressione”, seppur breve, ha dato i suoi frutti anche in prospettiva e non solo nell’immediato”.
Ma il problema dell’abbandono dei rifiuti non c’è solo a Viterbo città. Nell’arco del 2016 la Forestale ha sequestrato quattro discariche in tutta la provincia: oltre al capoluogo anche a Civita Castellana e Oriolo Romano.
“Ultimamente – spiega il comandante del Nipaf Leonardo Mareschi – è entrato in vigore un nuovo articolo del Testo unico ambientale che ci impone di verificare se chi commette un reato di questo tipo si impegna a ripristinare le condizioni naturali precedenti. Se non viene riscontrato alcun danno permanente il trasgressore se la cava con la sanzione e non incorre nel procedimento penale. Una novità che favorisce lo snellimento dei tribunali e che dà a noi operanti una grande responsabilità”.
Zoccolo duro dell’attività della Forestale nell’anno appena trascorso è stato poi il lavoro del Nipaf (Nucleo investigativo provinciale ambientale e forestale) alle inchieste che hanno smascherato gare di appalto truccate in alcune amministrazioni comunali della Tuscia.
A febbraio scattano le manette per tre persone. Si tratta dell’operazione “Led” che punta il dito sugli appalti di Civita Castellana, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia. Ad ottobre è la volta di “Vox Populi” e gli arrestati sono cinque tra dipendenti pubblici e imprenditori, per l’affidamento di alcuni lavori da parte del comune di Acquapendente.
“Otto arresti in tutto – sottolinea il comandante provinciale Giovanni Coviello – oltre a quindici perquisizioni e undici sequestri. Numeri molto superiori all’anno precedente se si pensa che in tutto il 2015 furono soltanto due le persone arrestate dai nostri uomini”.
Non solo arresti però. Quei 10mila controlli a tappeto fatti dai forestali nel corso dei dodici mesi hanno permesso loro di riscontrare ben 481 illeciti amministrativi e 143 notizie di reato che avranno conseguenze penali.
A tutto questo va aggiunto un importante impegno nella lotta agli incendi boschivi.
“Nel 2016 – prosegue Coviello – sono andati in fumo 126 ettari di bosco in 32 diversi focolai con una media, quindi, di tre ettari per volta. Numeri piccoli se confrontati con quelli della provincia di Latina o di Rieti, ma comunque da non sottovalutare”.
Incendi che, dopo un primo intervento di spegnimento, impegnano gli uomini del comando provinciale di via Pacinotti anche per le indagini successive volte a individuare gli eventuali colpevoli.
“Dal prossimo anno – preciso Giovanni Coviello – il nostro corpo si occuperà soltanto di quest’ultimo aspetto, perché l’attività diretta di spegnimento sarà di competenza esclusiva dei vigili del fuoco”.
Una particolarità che va di pari passo con l’accorpamento della Forestale ai Carabinieri, come deciso dalla riforma firmata dal ministro Madia, in vigore dal primo gennaio 2017.
“In pratica dal 2017 il corpo forestale dello stato non sarà più autonomo com’è stato finora – conclude Coviello -. Ci chiameremo ‘Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare carabinieri’. Ovvero una sorta di reparto specializzato che farà capo all’Arma pur continuando ad occuparsi dello stesso settore che ci compete da sempre”.
Insomma cambierà la forma, in un’ottica di risparmio di uomini, mezzi e strutture, ma non cambierà la sostanza.
“A meno che non cambino di nuovo le cose – chiosa Coviello – possiamo affermare che il 2016 è stato l’ultimo anno di vita della Forestale come corpo autonomo. Ma non per questo dal 2017 abbasseremo la guardia o lavoreremo con meno professionalità e dedizione. Saremo sempre qui a dare il massimo come sappiamo fare”.
Francesca Buzzi
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