Valentano – Riceviamo e pubblichiamo – Quella che sto per raccontare è la giornata-tipo di una cittadina di Valentano che vorrebbe assistere ai consiglio comunale per essere informata sull’attività amministrativa del proprio comune, ma che invece viene respinta e inghiottita dal quel buco nero che si chiama “politichese” e, cosa ancora più grave purtroppo, proprio da quell’ente che dovrebbe essere il primo e il più vicino alle persone, all’anello di congiunzione tra i cittadini e le istituzioni, cioè il comune.
Il 21 dicembre decido di assistere al consiglio comunale perché un bravo cittadino deve essere partecipe e informato delle scelte, della gestione e della programmazione derivanti dall’organo preposto della propria comunità.
Il consiglio comunale è convocato per le 9 e così per non dover perdere un’intera giornata lavorativa decido di alzarmi alle 6.45 raggiungere l’ufficio di Viterbo presso il quale lavoro; alle 7:55, chiedere un permesso che poi dovrò recuperare, e tornare di nuovo a Valentano per assistere almeno a una piccola parte di consiglio comunale, tanto per fare il mio dovere di cittadina.
Dei tre punti all’ordine del giorno, e senza entrare nel merito, il secondo avrebbe meritato un’attenta riflessione. Ma dopo alcuni chiarimenti chiesti dai consiglieri di opposizione che chiudevano i loro interventi con alcune proposte, la maggioranza non apriva bocca per alcuni lunghi minuti, cosicché la minoranza lasciava agli atti la sua relazione e abbandonava l’aula. A quel punto il consiglio comunale terminava, erano le 9,20.
Tralasciando altre considerazioni, mi chiedo se è lecito che un cittadino per esercitare un suo diritto, come quello di assistere al proprio consiglio comunale, debba spendere tempo e denaro.
Mi chiedo cosa impedisca al Comune di Valentano di convocare i consigli nel tardo pomeriggio.
Cosa che, oltre a permettere la presenza dei cittadini che vogliano assistere ai lavori, permetterebbe anche ai consiglieri di non sottrarre tempo al loro lavoro che, qualora sia statale, sarebbe anche un risparmio di soldi pubblici ed eviterebbe così il malcostume di usufruire di permessi retribuiti per espletare il servizio di amministratori locali, magari dalla 9 alle 9,20 e poi avere tutta la giornata libera, come nel caso che ho descritto.
Ma soprattutto: continuando con questo andazzo, come si pretende di riavvicinare il cittadini alle istituzioni, offrire loro servizi trasparenti e facilitarne la partecipazione alla vita politica della propria comunità?
Tengo a precisare che io questa maggioranza l’ho votata… mi stanno facendo rimpiangere di averlo fatto.
Giuseppina Venanzi
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