Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione, vi scrivo per segnalarvi un’assurda vicenda accaduta a me, e a circa altre venti persone, con il Bingo di Viterbo.
Agli inizi di dicembre, avendo notato che un’agenzia di somministrazione stava reclutando online addetti per una sala slot di Viterbo, per bypassarli mi sono candidata spontaneamente presso la sala di via Garbini.
I responsabili mi hanno prontamente contattata l’8 dicembre per un colloquio urgente che si è tenuto il giorno seguente, e all’indomani mi hanno fatta recare in filiale per ricevere le istruzioni per i passi da effettuarsi per formalizzare l’assunzione.
La procedura, oltre a rilasciare tutti i dati sensibili, ha previsto:
– una visita medica presso uno studio convenzionato con la struttura, che ho fatto e che mi è stato confermato essere andata bene. Per altro tra gli altri, siamo stati anche sottoposti a spirometria, che è un esame anche fastidioso.
– l’acquisto di calze e calzature adatte al servizio (che mi sono costate 40 euro e che non avrei mai comprato altrimenti)
– la prenotazione presso la procura del certificato dei carichi pendenti e del certificato casellario giudiziale per i quali sono previste le marche da bollo ed i diritti di segreteria ammontanti a circa altri 40 euro.
Una volta pronti i certificati glieli ho portati e mi hanno detto che era tutto pronto e che stavano solo aspettando che arrivassero le divise. Le istruzioni a questo punto erano di non prendere impegni per le feste natalizie perché avrebbero potuto chiamarci anche dal giorno dopo per cominciare a lavorare.
Naturalmente, felicissima di aver trovato lavoro non ho preso impegni per tutto il periodo natalizio, rinunciando persino a passare il Natale con la mia famiglia, cosa che avrebbe dovuto comportare un viaggio lungo, appunto, per essere immediatamente disponibile al servizio di questi signori.
Inoltre, durante questi circa 15 giorni trascorsi nell’attesa, inframezzati da una telefonata effettuata da loro per informarmi che avrei dovuto pazientare ulteriormente a causa di queste divise che non arrivavano, e quindi implicitamente assicurata ulteriormente della genuinità della proposta, ho persino rifiutato due proposte di lavoro conseguenti ad altri colloqui che avevo effettuato ma che, paragonate al lavoro oramai garantito al Bingo, erano meno prestigiose.
Senonché il giorno 28 dicembre ricevo una loro chiamata con la quale vengo informata che la direzione, per motivi interni, aveva deciso di non procedere con le assunzioni, non solo con la mia ma con quella di tutti.
Delusa ho chiesto almeno il rimborso delle spese sostenute a causa loro, ma hanno risposto che erano mortificati, ma che non è previsto rimborso.
Sono qui a denunciare questo comportamento, che ha cagionato a tutti noi un danno grave, danno ancor più pesante, se si pensa che ne fanno le spese persone come i disoccupati, già gravemente colpite economicamente. Oltretutto con il carico che tutto ciò sia successo proprio durante il Natale.
Spero che i responsabili abbiano il buon cuore di risarcirci il danno materiale, comunque non sufficiente a coprire il danno morale cagionato, altrimenti, la denuncia per truffa presso la guardia di finanza, sarà un dovere.
Irene Gabellone
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