Viterbo – “Meningite, nessuna emergenza nella Tuscia come nel resto del Lazio”. La Asl di Viterbo tramite la dottoressa Silvia Aquilani, coordinatrice dei programmi di vaccinazione, lancia un messaggio chiaro e rassicurante a quanti in queste ore, presi dalla paura di un possibile contagio, si stanno rivolgendo agli ambulatori dedicati della provincia, esprimendo la volontà si essere sottoposti alla vaccinazione.
“In tanti anni di attività – commenta Aquilani – non ci era mai capitato di assistere a un numero così elevato di richieste di vaccinazione. In particolar modo questo sta accadendo all’ambulatorio della Cittadella della salute a Viterbo. L’appello che intendo rivolgere alla cittadinanza è quello di non affollare i servizi, anche perché non ce n’è veramente motivo. Nella nostra provincia non siamo in presenza di un’emergenza meningite, lo dicono i numeri”.
Che per la meningite meningococcica, l’unica trasmissibile, anche se molto poco contagiosa, sono fermi all’unico caso registrato nel febbraio del 2015, a cui si devono aggiungere gli altri due casi rilevati nell’anno appena concluso, ma in persone non residenti nel Viterbese.
“Questi riferimenti – prosegue Aquilani – confermano anche per la nostra Asl quanto comunicato ieri dalla Regione per il Lazio intero e cioè che l’incidenza della meningite meningococcica a livello regionale nel 2016 si è attestata a 3,2 casi per milione di abitanti, dato sostanzialmente sovrapponibile a quello del 2015 e a quello registrato a livello nazionale”.
Eppure in questi giorni, anche sulla scorta delle morti avvenute in Toscana, e nel Lazio ad Alatri, si è verificata una vera e propria corsa al vaccino, in particolar modo alla Cittadella della salute. Non senza disagi per gli utenti e mettendo inutilmente in difficoltà le strutture.
“Il nostro servizio – continua Silvia Aquilani – pur nelle difficoltà organizzative che si possono benissimo immaginare, sta comunque reggendo all’impressionante richiesta di prestazioni. Certo si sono verificati dei disagi per gli utenti, soprattutto per il tempo di attesa, per i quali mi scuso. Questo è dovuto anche al fatto che l’accesso al servizio è libero, ovvero senza la necessità di una prenotazione.
Al momento – spiega -, abbiamo scorte di vaccini a sufficienza per poter rispondere alle richieste dei cittadini, però rinnovo il mio invito a non intasare ingiustificatamente gli ambulatori dedicati perché, così facendo, non consentiamo, o ritardiamo, la somministrazione ai soggetti per i quali la vaccinazione è realmente consigliata, secondo le indicazioni di sanità pubblica.
E parlo principalmente dei soggetti appartenenti a specifiche fasce di età, come i bambini nei loro primi anni di vita o i ragazzi in età adolescenziale, e delle persone a rischio, con problemi di immunodepressione. Queste – conclude – sono le fasce che dovremmo riuscire a coprire quasi totalmente, mentre la vaccinazione a random, su richiesta individuale provocata da una paura immotivata, oltretutto corre il rischio di non essere nemmeno efficace”.
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