Viterbo – (g.f.) – “Così salveremo la bellezza nel mondo”. Da Petra a Matera, passando per Palmira, Machu Picchu e Pompei. Da Pienza, Claudio Margottini lancia un progetto per difendere il patrimonio culturale mondiale dai rischi naturali.
Frane, alluvioni, terremoti mettono a rischio posti unici, di straordinario fascino e valore inestimabile. Dalla vicina Toscana e dalla mente di un viterbese, il progetto che vede un gruppo di lavoro, base palazzo Piccolomini a Pienza.
In un articolo sulla Stampa, i dettagli. “Una parte del palazzo – racconta Margottini al quotidiano torinese – continuerà a essere dedicata alle mostre, il resto ospiterà attività didattiche, scambi culturali, laboratori d’idee, convegni. Il tutto coordinato da una nuova cattedra all’università di Firenze nella gestione dei rischi naturali per i beni culturali, sotto l’egida dell’Unesco. Un modello da replicare in altri siti iscritti al patrimonio mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la cultura”.
A Pienza la rete di mutua assistenza tra luoghi tanto belli quanto fragili, grazie a un gruppo d’esperti per la missione Save the beauty. “Tutto si basa – spiega ancora Margottini al quotidiano – su due linee d’azione. La prima, pratica, formando e scambiando competenze per la conservazione e la protezione della cultura”.
Quindi con scuole per geologi, archeologi o restauratori, da mettere in piedi nelle vicinanze dei siti da proteggere. Poi la costruzione di centri logistici per individuare criticità ed emergenze e interfacciarsi con le nuove task force Onu dei caschi blu della cultura.
Infine, l’allestimento di mostre, pure in luoghi di fortuna come tende, per mantenere alta l’attenzione e fare pressione sui singoli stati, affinché adottino norme più stringenti a protezione dei beni artistici.
“La lista che abbiamo stilato – osserva Margottini – riguarda soprattutto siti non minacciati dall’azione dell’uomo. La nostra esperienza è più orientata verso i rischi naturali, dalle frane ai terremoti, agli allagamenti”.
Pericoli tangibili. “Senza fare allarmismi – spiega ancora Margottini alla Stampa – si può dire che la gran parte dei siti World Heritage è soggetta a rischi naturali. In alcuni casi immediati. In Italia basti pensare alla possibilità di frane nella Valle dei templi ad Agrigento”.
Margottini, che di recente ha assunto l’incarico di addetto scientifico all’ambasciata italiana in Egitto, ha avviato la candidatura anche per Civita di Bagnoregio, da includere nella lista delle bellezze da salvare. Qualora dovesse essere inclusa, sarebbe l’undicesima.
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