Viterbo – (r.s.) – Daniela Caporossi, Laura Ceccio, Franco Chiaravalli, Giuseppe Cocucci, Patrizia Galeotti, Giovanna Rossiello, Alou Taore e Simonetta Tribuzi.
Sono gli otto volontari insigniti del premio Maestro Fardo, per la loro virtù civica e solidarietà. Gli otto cittadini viterbesi che rendono il quotidiano straordinario.
Gallery: Premio Maestro Fardo, la cerimonia – slide
La cerimonia questo pomeriggio, nel teatro della parrocchia San Leonardo Murialdo. Il vescovo Lino Fumagalli ha consegnato ai volontari premiati un’opera in ceramica raffigurante il portale della chiesa di santa Maria della Salute, edificata da Maestro Fardo nel 1300. La ceramica, realizzata dal laboratorio ‘Artistica’ di Viterbo, è stata collocata su un frammento in peperino.
“Nella sua epoca – ricorda il vescovo -, Maestro Fardo ha creato ricoveri e dato assistenza ai più bisognosi. Oggi, forse, ci sono ancora più donne e uomini in difficoltà, ma noi siamo sempre meno solidali e generosi. Guardiamo la tv, certo rimaniamo inorriditi ma beviamo una camomilla e ce ne andiamo a dormire sotto calde coperte. Nessuno di noi deve sentirsi escluso dall’aiutare l’altro, nessuno di noi deve delegare generosità e solidarietà. Impariamo da Maestro Fardo, che si è impegnato in prima persona. Come santa Giacinta Marescotti, la cui figura deve essere riscoperta.
La cerimonia di questa sera – continua Fumagalli – muova i nostri cuori, affinché non saremo più sordi davanti alle necessità dei più deboli. Nessuno di noi, infatti, può dormire sonni tranquilli davanti a chi è in difficoltà. Abbiamo tutti il dovere delle virtù civiche e della solidarietà, che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”.
Il premio Maestro Fardo è stato istituito nel 1998 da Legambiente Viterbo per ricordare il mecenate viterbese e riconoscere le virtù civiche e la solidarietà delle ‘belle persone’, insieme ad Admo, Avis e Agesci.
La cerimonia di quest’anno, la 19esima, è stata dedicata ad Anas, il clown di Aleppo morto a 24 anni sotto le bombe insieme a migliaia di bambini. Quegli stessi bambini che cercava di far sorridere, nonostante l’orrore della guerra in Siria.
I premiati. Daniela Caporossi, alias Clown Ao, di Vip Viterbo e Giuseppe Cocucci, volontario della Misericordia. Il 17 dicembre scorso, Cocucci ha salvato una bimba di tre anni dal soffocamento. “Spero solo una cosa – dice commosso subito dopo aver ricevuto il premio -: che la mia storia aiuti a far conoscere a tutti la manovra di Hamelik. Frequentiamo i corsi, perché è una manovra fondamentale per salvare vite”. Il pubblico si alza in piedi. La commozione è tanta.
Giovanna Rossiello, giornalista e coordinatrice del Tg1 e da dieci anni conduttrice della rubrica ‘Fa la cosa giusta’ di Unomattina. “La mia sfida quotidiana – spiega Rossiello, dopo aver ricevuto il riconoscimento da Paolo Moricoli – è quella di cercare le buone notizie, quelle sui diritti e la solidarietà. Quelle dei cittadini che si attivano nel territorio per dare servizi alla comunità laddove mancano. Persone che diventano i migliori ambasciatori di un’Italia buona e altruista, fatta di volontari che impegnandosi a fondo coltivano il sogno di un paese migliore. Brava Viterbo. Grazie Maestro Fardo, per la tua modernità. Non abbiamo paura: cerchiamo le cose belle e comunichiamole al mondo”.
Franco Chiaravalli, priore della chiesa del Gonfalone. E’ stato premiato dal vescovo, che ha promesso: “Le affiderò presto una seconda chiesa, perché il lavoro che fa è eccezionale”. Fumagalli ha poi aggiunto che “una decina di belle chiese viterbesi meriterebbero le cure e attenzioni di confraternite come quella del Gonfalone. Datevi da fare perché l’approvazione vescovile già c’è”.
Alou Taore, volontario dei cavalieri del soccorso, e l’assistente sociale Simonetta Tribuzi. “Dedico questo premio – dice Tribuzi – alle amiche che ci hanno lasciato”.
L’infermiera Patrizia Galeotti e Laura Ceccio, volontaria della Croce Rossa. Riconoscimento anche alla compagnia teatrale ‘I Giovani’, che ha presentato e animato la cerimonia.
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