Riceviamo e pubblichiamo – Io amo la mia città. Con le sue torri, i suoi merli, le mura imponenti, le porte d’accesso, il grigio severo della pietra di peperino, un colore che esprime tutta la fierezza di quella che fu, un tempo, una delle più importanti cittadine del Medioevo, crocevia dei commerci, di innumerevoli pellegrini, protagonista dell’età comunale, sede del papato.
A Viterbo non c’è un angolo che non esprima storia, cultura, che non lasci immaginare il tempo che fu. Una città ancora oggi splendidamente incastonata in una natura incantata, tra valli e colline che si alternano, baciata dalle acque dei fiumi e dei laghi, con il dono di acque termali benefiche.
Viterbo, la città della Macchina di Santa Rosa.
Viterbo, una città che nel periodo natalizio potrebbe davvero somigliare ad un presepe, è invece umiliata, straziata, ridotta ad un porcile.
Vivo e lavoro ormai in un’altra città ma le radici sono ben salde. Amministratori: non sentite voi una responsabilità? Non sentite il dovere di fare qualcosa, qualsiasi cosa, per permettere a Viterbo, una città che ha tutto per splendere di luce propria, di risvegliarsi da questo torpore? Mi ritrovo a girare in una città dove materassi, divani, buste di immondizia, televisori, mobili, sono gettati ed abbandonati ovunque, nel centro storico come in periferia, e ci restano per giorni e giorni e giorni… e giorni.
Concittadino che abbandoni tutto questo, ma non ti vergogni un po’? Ti sei informato in quale città hai il privilegio di vivere? Conosci la sua storia, le sue tradizioni, le sue bellezze monumentali ed artistiche? Temo di no, o forse sei talmente troglodita ed ignorante da vivere solo nel tuo metro quadrato, fregandotene del bene comune, un valore che di questi tempi dovrebbe scaldarti almeno un po’ il cuore ed animare le tue azioni. Temo che questo mio messaggio non potrà mai arrivarti, perché non leggi e non ti informi.
Amministratori, i Viterbesi onesti, innamorati della propria città, vi chiedono risposte concrete, serie, affidabili e puntuali, che risolvano il problema.
Mettetevi a un tavolino e trovate una soluzione, fate presto. Non agite da burocrati.
“Ali di Luce”, contro ogni speranza, fu risollevata in 10 giorni; con quella stessa passione, non basterebbe meno di un mese per risollevare questa città? Viterbo merita ben altro.
Alessio Perlorca
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