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Viterbo - L'assessora Ciambella sulla struttura comunale a Bagnaia - Nessun taglio ai costi per il cibo

“42 cani hanno un proprietario ma stanno nel canile”

di Giuseppe Ferlicca
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Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Il canile di Bagnaia

Il canile di Bagnaia

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Viterbo – “Quarantadue cani non randagi nella struttura di Bagnaia”. Canile in località Novepani, all’assessora Luisa Ciambella i conti non tornano e in zona si continua in bilico tra chiusura e parco canile.

In terza commissione ci sono volute più di due ore per rifare la storia, non proprio fortunata, del rifugio comunale. Figurarsi immaginare un domani, anche se Ciambella ha ribadito come il comune farà di tutto per non chiuderlo. Anzi, l’amministrazione Michelini non l’ha fatto quando a inizio mandato avrebbe potuto.

Ma i nodi da sciogliere sono molti. A cominciare dalla presenza degli animali. “Sono stati effettuati controlli – spiega Ciambella – da cui sono emersi quarantadue cani che si trovano al canile, ma che hanno un proprietario, come dimostra il microchip. Non sono randagi”. In una struttura comunale.

“Sono di cittadini – va più nei dettaglio Annunziata Lanzillotta, tecnico comunale – appartengono a cittadini privati o associazioni. La Asl li ha sanzionati per la mancata comunicazione. Il comune non è stato informato dai proprietari e nemmeno dalla gestione del canile”.

In pratica, è mancato il passaggio al comune della proprietà degli animali, determinando nei fatti lo status di randagio. Così, invece, sono ospiti del canile che è pubblico, ma di proprietà privata. Con tutto quello che ne consegue.

“Non abbiamo documentazione – prosegue Lanzillotta – di richieste ai proprietari di somme per il mantenimento”. Ma per Gianmaria Santucci (Fondazione), si tratta di una situazione che si trascina da tempo. “Da trent’anni di gestione – osserva Santucci – magari un anziano che ha portato lì il suo cane e poi è morto. I gestori avranno sbagliato a non comunicare d’avere preso in carico gli animali, ma in buona fede. I volontari che si occupano della gestione ci rimettono di tasca propria”.

Un problema da risolvere. Uno dei tanti. “La vicenda parte dal 1982 – ricostruisce l’assessora Ciambella – nel 2013 il canile diventa comunale, dopo che l’anno prima l’amministrazione Marini aveva acquistato un terreno attiguo. Poco dopo il nostro insediamento, una lettera della Asl chiedeva la chiusura del canile. Noi abbiamo lavorato per andare avanti. Non è vero che siamo quelli che vogliono chiudere”.

Negli anni, ci sono stati tentativi di spostare da Bagnaia il canile. Alla Volpara: “Su terreno comunale e poi in località Pratoleva, acquistando l’appezzamento e affidando la progettazione del canile per 30mila euro”. Non se ne è fatto nulla e poi si è tornati a Novepani. “Noi stiamo lavorando per mantenere lì il canile e farci il parco. Già un mese dopo il nostro arrivo, il sindaco Michelini ha scritto alla regione”.

Tante buone intenzioni e zero fatti secondo Santucci. All’atto pratico, è tutto fermo.

L’assessora nega pure che ci siano stati tagli. Tranne economie per 50mila euro, senza intaccare i servizi.

“Dai 286mila euro nel 2014 – ricorda Ciambella – siamo passati 231mila euro nel 2016. Una diminuzione non sulla pelle degli animali”.

Palazzo dei Priori vuole il parco canile, ma gli spazi vanno sistemati. “Ci sono da sanare situazioni edilizie – spiega l’architetto Capoccioni, dirigente – che interessano ricoveri per cani. Vanno regolarizzate una cucina, magazzini, infermiera. Poi dovevano esserci 17 strutture precarie. Da foto e sopralluogo emerge come siano quasi il doppio. Quindi i box. Dovevano essere 35, ma ne sono stati realizzati metà con caratteristiche diverse, grandi il doppio.

Sono opere difformi, da rimuovere o sanare. Anche se la seconda ipotesi la vedo più complicata”.

Ma sul canile, nulla pare semplice. Intanto: “Il parco – si chiede Francesco Serra (Pd) – quest’amministrazione lo vuole o no? C’è una delibera dal 2013. Dobbiamo agire in tempi ragionevoli”. Questione di mesi si augura l’assessora Ciambella.

Intanto i cani devono mangiare e si è sparsa la voce che il comune abbia sospeso i pagamenti per le crocchette. Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) è preoccupata.

“L’ultima relazione pervenuta – spiega Lanzillotta – risale al 6 dicembre scorso, ma abbiamo anche informazioni aggiornate a oggi, risulta tutto pagato.

Abbiamo contattato la ditta che fornisce il cibo e ci confermano come non ci siano stati disguidi o interruzioni. C’è stata solo segnalata una richiesta di un quantitativo di cibo superiore rispetto a quello previsto dal contratto, ma la ditta ha fatto presente di non poterlo fornire”.

Insomma, sul canile se ne sono dette tante, forse troppe. “Confrontiamoci – chiosa l’assessora Ciambella – prima di sentenziare senza se e senza ma. Magari riusciamo a chiarire e capirci”.

Giuseppe Ferlicca


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18 gennaio, 2017

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