Viterbo – Non solo allievi marescialli. L’aeronautica militare di Viterbo forma anche istruttori di tiro.
Multimedia: video – Il poligono della Smam – slide
Pistole e fucili d’assalto, sono alcune delle armi che i militari imparano a usare. Il corso, che permette ai frequentatori una formazione altamente professionale, si suddivide in due fasi: la prima, teorica, avviene a distanza attraverso una serie di lezioni telematiche; la seconda, pratica, direttamente nella scuola marescialli. A questa sono ammessi solo i militari che hanno dimostrato un’ottima conoscenza delle armi, a partire dalla nomenclatura delle parti e del relativo munizionamento.
Durante l’attività pratica, invece, i frequentanti perfezionano sia le tecniche di tiro che l’utilizzo delle ottiche di puntamento, fino ad arrivare allo studio della metodologia didattica e della psicologia del tiro.
Nel 2016 il corso, terminato poche settimane prima della fine dell’anno, ha visto formarsi, tra gli altri, la prima istruttrice militare di tiro: il maresciallo di seconda classe Maria Vitale. “La prima di una lunga serie”, è l’augurio al team lasciato su una maglietta, rigorosamente rosa, ora conservata in una delle teche del poligono della scuola marescialli.
Operativo dal 2000, il poligono dell’aeronautica militare di Viterbo, è di massima categoria e a basso impatto ambientale. Il gas delle armi, infatti, prima di essere sprigionato nell’aria, viene incanalato in una lunga galleria e quindi filtrato. I proiettili inoltre, invece di impattare direttamente contro la lastra balistica d’acciaio, vengono prima rallentanti da un mucchio di sughero. Così rimangono integri, senza frantumarsi.
Centoquaranta metri di lunghezza, preceduti da una sofisticata cabina di regia e controllo. Nel poligono della Smam, di cui è caponucleo il primo maresciallo Raffaele Di Fiore e dipende dal caposezione operazioni, capitano Paolo Cerofolini, si addestrano al tiro anche le donne e gli uomini della polizia locale di Viterbo. Il corso, attivo dal 2012 e a cui partecipano circa sessanta unità, fornisce ai vigili urbani il necessario addestramento all’uso delle comuni armi da sparo. Anche in questo caso, il personale frequenta sia le lezioni teoriche (incentrate sul funzionamento delle armi, del munizionamento e sulle principali tecniche di tiro), sia le attività pratiche previste dal programma di addestramento.
“Un addestramento di alta qualità – commentano uomini della polizia locale -, che ha raddoppiato l’attività d’addestramento del nostro corpo”. Il poligono, aperto solo alle forze armate, viene anche utilizzato da carabinieri e finanzieri.
Raffaele Strocchia
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