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Soriano nel Cimino - Il Tar respinge il ricorso della società che gestisce il sito e dà ragione al sindaco: "Ok al blocco dei rifiuti"

“Cava della Crocetta pericolosa per la salute”

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Soriano nel Cimino - Cava della Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava della Crocetta

Soriano nel Cimino - Cava della Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava della Crocetta

Soriano nel Cimino – “La cava della Crocetta è pericolosa per la salute”. Il Tar del Lazio dà ragione al sindaco di Soriano nel Cimino, Fabio Menicacci, e respinge il ricorso della Recuperi la Torre, la società che gestisce il sito.

Al tribunale amministrativo i titolari dell’azienda avevano chiesto l’annullamento dell’ordinanza del marzo scorso con cui il comune aveva sospeso il conferimento dei rifiuti nell’impianto e disposto la presentazione, entro dieci giorni, di un progetto di messa in sicurezza del sito. Tutto per evitare il prosieguo delle emissioni di acido solfidrico rilevate nella zona. La società aveva anche chiesto l’annullamento della determinazione della provincia che sospendeva sia la sua iscrizione nel registro delle procedure semplificate, sia l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

E ancora, l’annullamento del provvedimento che sospendeva l’autorizzazione unica ambientale e dell’ordinanza che imponeva di sospendere i lavori di manutenzione ordinaria e vietava ogni altra attività in attesa della caratterizzazione del sito. Tutto respinto, tranne quest’ultima richiesta. “La misura (datata 14 aprile 2016 e firmata dal sindaco, ndr) – scrive il Tar – risulta eccessivamente gravosa, precludendo all’azienda qualsiasi operazione sul suo sito senza alcuna distinzione tra opere che avrebbero potuto far continuare o aggravare le emissioni, e lavori che non avrebbero potuto influire sulla fonte del pericolo per la salute”.

Davanti al tribunale amministrativo, la società aveva lamentato l’illegittimità dell’ordinanza del marzo scorso per presunte violazioni di legge e per un presunto difetto di motivazione, deducendo che l’adozione del provvedimento del sindaco era avvenuta “senza che si fosse verificato alcun danno alla salute e senza che vi fosse alcun pericolo per la pubblica incolumità. Inoltre la molestia olfattiva, dove esistente, avrebbe potuto essere contrastata accogliendo la richiesta di sostituire i fanghi di cartiera con altre tipologie di materiali”. Secondo l’azienda, inoltre, il valore riscontrato durante il monitoraggio dell’aria nella zona era di gran lunga inferiore a quello indicato dalle linee guida dell’Oms: 15 milligrammi per metro cubo, soglia oltre la quale avrebbero potuto verificarsi danni alla salute (nello specifico, infiammazioni della cornea). E ancora: “uno sporadico e unico superamento” del valore guida non avrebbe potuto mai far parlare di “emergenza sanitaria”.

Nella sentenza, il Tar ripercorre la ‘storia’ dei controlli. “A fronte delle segnalazioni degli abitanti della zona, che avevano denunciato intollerabili molestie olfattive, l’amministrazione aveva inoltrato all’Arpa la richiesta di condurre una campagna di monitoraggio dell’aria in prossimità dell’impianto. Nella sua relazione l’Arpa aveva rilevato che tra i rifiuti dell’impianto quelli a maggior impatto odorigeno erano i fanghi di cartiera che liberano acido solfidrico, composto dal caratteristico odore di uova marce, evidenziando che ‘l’inquinamento da acido solfidrico è al contempo di tipo chimico e odorigeno. Chimico, in quanto la molecola ha specifiche caratteristiche di pericolosità; odorigeno in quanto la molecola è caratterizzata da una soglia olfattiva estremamente bassa e da un odore sgradevole’.

Oltre al superamento, in un caso su venti giorni di monitoraggio, del valore guida, si era registrato anche ‘il superamento della soglia per la molestia olfattiva per una percentuale del 70%’. Al termine di una riunione tecnica presso la Asl di Viterbo, il sindaco di Soriano nel Cimino, ritenendo che la situazione procurasse danni alla popolazione, aveva adottato l’ordinanza”.

Così il Tar motiva la sua decisione: Il provvedimento “appare pienamente legittimo. La salute pubblica non può essere intesa solo come assenza di malattia ma anche come benessere fisico, mentale e sociale della persona, che risulta indubbiamente compromesso da una molestia olfattiva presente per circa il 70% della giornata: alterazioni dell’equilibrio psicofisico, di stati di malessere tali da condizionare il comportamento umano, di disturbi gastrici, mal di testa, disturbi del sonno, perdita di appetito, disturbi dell’apparato respiratorio e del sistema nervoso”.


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23 gennaio, 2017

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