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Viterbo - L'incontro con Giovanni Bachelet

“Nel Lazio il Pd non è ancora nato”

di Giuseppe Ferlicca
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Giovanni Bachelet

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Giovanni Bachelet
Giovanni Bachelet

– Il Pd a Viterbo? Una federazione fra tribù preesistenti, ma almeno rispetto ad altre realtà, la situazione è migliore.

Le primarie per l’elezione del segretario regionale del Partito democratico entrano nel vivo e dopo Enrico Gasbarra è la volta di Giovanni Bachelet, candidato in zona Rosy Bindi, che promuove il lavoro del partito nella Tuscia, nonostante il peccato originale delle tribù.

“Parlano i risultati elettorali migliori rispetto ad altrove – sostiene Bachelet – seppure a Viterbo c’è una federazione di tribù preesistenti, ma le condizioni sono migliori se paragonate con altre province”.

Nella Tuscia la sua mozione ha raccolto ottanta firme, cinquanta delle quali nel capoluogo. “Sono stato tra quelli – ricorda Bachelet – che hanno votato Alessandro Mazzoli, la speranza era di riequilibrare il Lazio verso le province, purtroppo non ha funzionato, colpa di un’assemblea che è andata avanti a suon di veti incrociati”.

Fino a quando il commissario non l’ha sciolta, per andare alle primarie, eleggendone una nuova insieme al segretario il prossimo febbraio.

“Siamo stati noi a spingere in questa direzione e solo per questo dovrebbero darci un premio. Fino a novembre il tesseramento era praticamente bloccato, poi si è cominciato a muovere”. Pure per Bachelet serve unità. “Occorre un Pd unito e non vivo da una parte e terremotato da un’altra. Per le primarie è necessaria una sana competizione con programmi alternativi e non maggioranze oceaniche”.

Poi occorre un segretario regionale a tempo pieno. “La mia proposta è che non possano essere eletti al Parlamento, visto che sono loro, con questa legge elettorale, a comporre le liste. Un bel conflitto d’interesse.

Dobbiamo lottare anche nel Lazio per una nuova legge elettorale e imporre una forzata parità di genere.

Il Pd ce l’ha nello statuto, ma basta guardare il consiglio regionale: ci sono quattordici uomini e una sola donna”.

Bachelet immagina una segreteria giovane e a tempo pieno, i cui componenti non abbiano altri incarichi e sopratutto si vuole allontanare dalle etichette. Basta ex Margherita o ex Ds. Per un progetto ambizioso: “Dobbiamo costruire il Pd, che nel Lazio ancora non è nato”.


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28 dicembre, 2011

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