Viterbo – Richiesta valutazione e rivalutazioni crediti, nel Lazio crescono, ma a Viterbo meno che altrove. Secondo i dati Crif, il segno positivo è pari all’1,1%.
A Latina, invece, +8,4%, seguita da Roma (+4,2%), Rieti (2,3%) e Viterbo (+1,1%). Frosinone, al contrario, è stata l’unica provincia in regione ad aver segnato una flessione rispetto al 2015, con un -6,9%.
Per gli importi, in regione il record spetta a Roma, con 115.571 euro, seguita a distanza da Latina, con 73.054 euro, Frosinone (63.580 euro) e Viterbo (52.489 euro).
Fanalino di coda è risultata la provincia di Rieti, con un importo medio che si è fermato a 41.965 Euro.
Il comunicato Crif
Dall’ultimo aggiornamento dell’analisi del Barometro CRIF elaborata sulla base del patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie che raccoglie i dati relativi a oltre 80 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 8 milioni riconducibili a utenti business – è emerso che il numero di interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane, nell’aggregato di Imprese Individuali e Società di Capitali, nel IV trimestre 2016 ha fatto registrare un incremento del +4,6% (dato ponderato sul numero di giorni lavorativi) rispetto al pari periodo del 2015.
Il dato relativo agli ultimi tre mesi chiude un 2016 caratterizzatosi per una crescita su ogni trimestre e porta l’incremento dell’intero anno 2016 a un +5,1% rispetto al 2015
La performance dell’anno appena concluso è ancora più significativa se si considera che anche il 2015 si era caratterizzato per un sensibile incremento ed evidenzia una dinamica positiva anche allargando il confronto agli anni precedenti.
Altro dato significativo è rappresentato dall’incremento in parallelo dell’importo medio richiesto, che a livello di anno, sempre nell’aggregato di imprese individuali e società, si è attestato a 79.361 Euro, +9,0% rispetto all’anno precedente, sostenuto in maniera significativa dalla positiva performance delle società di capitale.
La situazione nel Lazio
Entrando nel dettaglio della dinamica livello a regionale non è mai facile dare una interpretazione univoca alle singole performance osservate in quanto potrebbero essere influenzate da molteplici fattori. Innanzi tutto un peso rilevante potrebbe essere giocato dalla composizione del tessuto imprenditoriale locale nonché dallo stato di salute dei singoli distretti o dei comparti attivi sul territorio. In altri casi potrebbe dipendere anche dalla accentuata tendenza a richiedere un maggior numero di finanziamenti ma di importo meno elevato.
Per quanto riguarda il Lazio nel 2016 il numero totale di interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese sul territorio regionale ha fatto segnare un incremento pari a +3,5% rispetto al 2015, variazione tuttavia inferiore a quella registrata a livello nazionale (+5,1%).
Scendendo al livello provinciale, l’incremento più sostenuto è stato registrato a Latina, con un +8,4%, seguita da Roma (+4,2%), Rieti (2,3%) e Viterbo (+1,1%). Frosinone, al contrario, è stata l’unica provincia in regione ad aver segnato una flessione rispetto al 2015, con un -6,9%.
Provinc
Per quanto riguarda l’importo medio, invece, con 101.405 euro richiesti la regione si posiziona al di sopra della media nazionale, con un robusto incremento pari al +15,0% rispetto al 2015 (88.210 Euro).
In regione il record spetta a Roma, con 115.571 Euro, seguita a distanza da Latina, con 73.054 Euro, Frosinone (63.580 Euro) e Viterbo (52.489 Euro). Fanalino di coda è risultata la provincia di Rieti, con un importo medio che si è fermato a 41.965 Euro.
“Nell’anno appena concluso si è assistito ad un ulteriore consolidamento della dinamica positiva delle richieste di credito da parte delle imprese italiane, che ha visto l’anno chiudersi con il nuovo numero record di interrogazioni in valore assoluto da quando nel 2008 CRIF ha iniziato a monitorare questo indicatore in modo sistematico.
Per altro il 2016 ha visto anche la conferma della crescita dell’importo medio richiesto, segnale di un generale miglioramento delle condizioni congiunturali e di una più distesa relazione banche-imprese – spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Le aziende di credito, che nel corso degli ultimi mesi hanno beneficiato nel comporre l’offerta di tassi di funding più favorevoli e di una riduzione degli indicatori di rischiosità, hanno aperto la sfida di individuare le imprese più profittevoli da affidare.
Devono però affinare i loro sistemi di valutazione con informazioni e indicatori aggiuntivi su imprese/imprenditore e territorio, allargando l’analisi oltre alle ‘grandezze quantitative’ e stimando dimensioni qualitative quali le capacità imprenditoriali o del management, la bontà del business plan e la competitività del settore di riferimento per intraprendere un cammino di crescita sano e comune”.
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