Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si fa riferimento agli articoli apparsi nei giorni scorsi in merito a una operazione condotta dall’ispettorato territoriale del lavoro di Viterbo (militari e ispettori ordinari) insieme ai carabinieri della stazione di Grotte di Castro (compagnia di Montefiascone).
Sotto il profilo di stretta competenza dello scrivente ufficio, si rileva che, come già verificatosi in passato in altre circostanze, sono state riportate notizie in modo impreciso, tali da veicolare presso il pubblico informazioni errate su aspetti fondamentali dell’attività istituzionale dell’ufficio.
Nell’articolo apparso nell’edizione del primo febbraio si afferma che i due imprenditori sanzionati in occasione dell’operazione congiunta sarebbero stati arrestati per “lavoro nero”.
Si precisa che per l’utilizzo di lavoratori a nero è prevista una sanzione amministrativa e, qualora ne ricorrano i presupposti, l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi dell’art. 14 D.Lgs. 81/2008 (T.U. Sulla sicurezza). La condotta in discussione non espone a rilievi penali, meno che mai d’arresto.
Quest’ultimo è stato eseguito, invece, per la diversa fattispecie contestata ai datori di lavoro, ovvero il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro previsto dall’art. 603 bis c.o. Modificato dalla recente legge n. 199 dfel 29.10.2016.
Capo ispettorato territoriale del lavoro di Viterbo
Elda Gente Magnani
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