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Camorra - 46 arresti - Il comunicato della Procura della repubblica di Napoli

Gioco d’azzardo, estorsione e droga, quasi 2 anni d’indagini

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Clan dei Casalesi - L'operazione dei carabinieri

Clan dei Casalesi – Gioco d’azzardo – L’operazione dei carabinieri

Napoli – Il comunicato stampa della procura della repubblica di Napoli – Stamani, nelle province di Caserta, Napoli, Benevento, Viterbo, Parma e Catanzaro, nell’ ambito di un’ articolata indagine coordinata dai magistrati della procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione a un’ordinanza d’applicazione di misura cautelare personale, emessa dall’ufficio Gip del tribunale di Napoli, nei confronti di 46 indagati.

Responsabili a vario titolo di associazione di mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, ricettazione, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso e commessi per agevolare il clan dei Casalesi.

L’indagine, condotta da agosto 2014 a dicembre 2016, mediante attività tecniche, dichiarazioni testimoniali delle vittime di estorsione, escussione e analisi delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia ha consentito d ricostruire l’articolazione di un’ associazione di tipo camorristico, operante nei comuni dell’ Agro Aversano, riconducibile al clan dei casalesi-fazione Schiavone-Venosa il cui reggente pro-tempore,  era Venosa Raffaele, divenuto collaboratore di giustizia a seguito dell’arresto operato dalla stessa polizia giudiziaria nel maggio 2015 per il duplice omicidio Pagano-Coviello.

Individuate tutte le attività illecite con cui veniva alimentata la cassa del clan, cosicché il reggente fosse in grado di procedere mensilmente al pagamento degli “stipendi” che venivano consegnati ai figli o alle mogli dei detenuti al 41 bis, tra i quali figura Francesco Schiavone, alias “‘Sandokan” capo storico del clan dei Casalesi, che riceveva la propria mensilità per il tramite del figlio Walter, detto “la capra”, arrestato oggi per associazione di tipo mafioso.

Queste attività comprendevano:

– estorsioni ai commercianti operanti nel territorio di egemonia;

– imposizione dell’installazione di slot machine distribuite dalla società prescelta dal clan, i cui referenti, che sono indagati per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, versavano una quota per ogni apparecchiatura installata in cambio del monopolio;

– gestione diretta del profilo di amministratore di una piattaforma di poker on line denominata DBG Poker da parte di Mary Venosa, figlia del reggente, e Giuseppe Verrone, uomo di fiducia del capo clan e all’epoca fidanzato di Mary, che si occupava anche di ritirare la percentuale dei proventi dai titolari dei bar ai quali la piattaforma era stata imposta;

– istituzione di una bisca clandestina all’interno di un bar di Casapesenna il cui titolare, come riporta la procura, indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, in accordo con il clan, durante l’orario di chiusura organizzava partite del gioco della “zecchinetta” percependo da parte del clan una percentuale sui guadagni;

– reinvestimento di parte dei guadagni illeciti nell’ apertura di un bar a San Cipriano d’Aversa intestato fittiziamente ad un prestanome incensurato;

– controllo delle piazze di spaccio del territorio. Venosa Raffaele aveva organizzato una vera e propria associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti nella quale i gestori delle piazze di amnesia e marijuana, in cambio del monopolio nella propria zona e della protezione garantita dal clan, dovevano rifornirsi direttamente dall’ associazione camorristica, mentre quelli impegnati nello spaccio di cocaina dovevano versare una quota fissa settimanale.

Nell’operazione, sono state arrestate anche 4 persone per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e 3 per detenzione illegale di armi.

MISURA CAUTELARE DELLA CUSTODIA IN CARCERE NEI CONFRONTI DI:

1. VERRONE Giuseppe, inteso upeppe a lutamm”lipeppe a mutand” nato ad Aversa il 03.10.1984;

2. VENOSA Giuliano, nato San Cipriano d’Aversa il 16.01.1972;

3. D’ERRICO Angelo, inteso “martelluccio”, nato a Frignano (CE) il 24.08.1953;

4. SCHIAVONE Francesco, detto uSandokan”, nato a Casal di Principe (CE) il 03.03.1954;

5. SCHIAVONE Walter, detto ula capra”, nato a Loreto il 19 /10/1981;

6. CANTIELLO Salvatore, detto “Carusiello” nato a Casal di Principe il 18.01.1970;

7. CANTIELLO Antonio, nato a Caserta il 10.04.1995;

8. CERULLO Anna, nata a Casal di Principe il 18.08.1973;

9. BIANCHI Giuseppe, nato a Casal di Principe iI12.04.1978;

lO. VENOSA Silvana, nata a Santa Maria C.V. il 16.05.1977;

Il. PACIFICO Dionigi, nato a Casal di Principe il 07.10.1962;

12. PACIFICO Ettore, nato a Napoli il 07.07.1987;

13. BIANCO Augusto, nato a Casal di Principe il 26.12.1963;

14. CAMMISA Anna, nata a San Cipriano d’Aversa il 30.01.1969;

15. VENOSA Teresa, nata a San Cipriano d’Aversa il 04/06/1973.

16. VENOSA Luigi, detto HO cocchiere” nato a San Cipriano d’Aversa il 20.11.1953;

17. SIMONETTI Angelina, nata a Casal di Principe il 26.04.1954;

18. VENOSA Antonio, nato a San Cipriano D’Aversa il 02.07.1979;

19. DIANA Raffaele, detto URafilotto”, nato a San Cipriano d’Aversa (CE) il 16.09.1953;

20. DIANA Michele, nato a Caserta il 07.10.1985;

21. DE FALCO Salvatore, detto “Salvatoriello” nato a Caserta il 08.06.1988;

22. ESPOSITO Francesco, detto “franco”, nato a Napoli il 09.07.1955;

23. GALLO Giovanni, nato a Napoli il 31.03.1979;

24. NAVARRA Giuseppe, detto “Peppe Marano” “peppe o’ nero”, nato a Napoli il 13.02.1977;

25. ROSSI Salvatore, nato a Napoli il 06.07.1980;

26. MICILLO Carmine, nato a Villa Literno il 25.08.1953;

27. D’AMBROSIO Gennaro, inteso “o’zio”, nato ad Aversa il 21.05.1974;

28. D’AMBROSIO Massimiliano, nato a Casaluce il 12/06/1981;

29. PICONE Pasquale, nato a Caserta il 01.07.1980;

30. FRATTOLUSO Salvatore, nato ad Aversa (CE) il 08.11.1982;

31. MICILLO Raffaele, nato a Napoli il 20.12.1979;

32. PRECE Angelo, detto “o’caivanese” nato a Acerra (CE) il 17.06.1983;

33. PINTO Mario, nato a Napoli il 23.07.1986;

34. PAGANO Saverio, nato a Napoli il 06.02.1987;

35. PELLEGRINO Vittorio, nato ad Aversa (CE) il 01.07.1990;

36. DE CICCO Michele, nato ad Aversa (CE) il 13.12.1986.

37. D’ANGIOLELLA Michele, inteso “settecapelli”, nato a Caserta il 15.01.1993;

38. GABRIELE Giovanni, nato a Napoli il Il.06.1978;

39. BIANCHI Mario, inteso “o’scignon”, nato a Napoli il 03.07.1976;

40. GAROFALO Antonio, nato a San Cipriano d’Aversa il 22.10.1965;

41. VENOSA Massimo, nato a San Cipriano d’Aversa (CE) il 30/01/1976;

MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DI:

42. MENNILLO Angelo, nato ad Aversa il 29.01.1988;

MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI DIMORA NELLA REGIONE CAMPANIA NEI CONFRONTI DI:

43. VENOSA Maria, intesa “Mary” nata ad Aversa il 02/06/1990;

Procura della repubblica di Napoli


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 febbraio, 2017

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