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Politica - Pierluigi Bianchi (Pd) nega una rottura tra i due esponenti del partito

Fioroni e Panunzi? Innamorati più che mai

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Pierluigi Bianchi

Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile Tusciaweb,

ho letto con viva sorpresa, il vostro articolo dal titolo “Fioroni divorzia da Panunzi”,  nel quale sulla base di presunte posizioni che, Fioroni, avrebbe assunto, nel corso di una riunione, tenutasi all’esito della conferenza stampa di Gasbarra, si starebbe determinando una rottura della alleanza,  fra coloro che hanno sostenuto la candidatura di Panunzi, alla segreteria provinciale.

La mia sorpresa, non è dovuta tanto, alla fantasiosa ipotesi avanzata (state facendo il vostro lavoro), quanto al fatto che evidentemente, qualcuno dei presenti a quella riunione, cui ho partecipato anche io, abbia sentito la necessità di diffondere notizie false, evidentemente nel tentativo maldestro, di spargere zizzania.

Poiché credo che, fra aderenti allo stesso partito, debba condividersi, per lo meno, il rispetto reciproco, non è mia abitudine divulgare il contenuto di discussioni e quindi non lo farò neanche questa volta.

Sottolineo però che in quella riunione si stava tentando di delineare un assetto unitario, del partito democratico provinciale, che gli permetta di affrontare, con incisività i problemi reali di questa provincia, anziché continuare a logorarsi in beghe interne, che per nulla interessano ai nostri elettori, specialmente in un periodo, come quello che stiamo vivendo.

Una cosa però voglio dire, con assoluta chiarezza. Mi dispiace deludere, le malcelate speranze di qualcuno, ma non vi è alcuna frizione fra la componente popolare e quella di Enrico Panunzi, anzi nel corso di questo anno, con la conoscenza ed il confronto, la sintonia fra di noi è accresciuta. Le posizioni che assumeremo in questi giorni, saranno concordate e condivise.

Del resto non si può ipotizzare di avviare un processo unitario, tentando di dividere anziché unire, ma attenzione, perché come sempre accade, chi semina zizzania raccoglie tempesta…

Mi si concedano poi delle riflessioni, sulle dichiarazioni di Bachelet, da voi come da altre testate riportate, secondo le quali:

– il Pd nel Lazio non sarebbe ancora nato, perché dilaniato da lotte fra “tribù”;

– sarebbe necessario che le minoranze interne venissero tutelate.

Mi pare veramente originale che tali affermazioni provengano da chi, ormai da anni, insieme al capo tribù Bindi, sia a pieno titolo partecipe della maggioranza del Pd a livello nazionale, regionale (sino al commissariamento) e provinciale.

Non vorrei che si stesse diffondendo, fra alcuni autorevoli esponenti del partito, la tentazione di apparire al tempo stesso, soggetto di lotta e di governo, per occupare ogni spazio, a seconda della convenienza del momento.

Non sfuggirà di certo al popolo delle primarie, che chi, nel rispetto del risultato, faticosamente, ma con orgoglio e lungimiranza, ha svolto da anni il ruolo di minoranza all’interno del Pd, a tutti i livelli, non è certo l’onorevole Bachelet, ma la componente che fa riferimento, fra gli altri, a Fioroni e Gasbarra e che intorno a quest’ultimo, si sta delineando un ampio consenso, che sarà la migliore garanzia del superamento delle divisioni interne.

Noi, insieme a Enrico Panunzi, continueremo a lavorare, perchè anche a Viterbo, si riesca a ricostruire un clima unitario, ma perché ciò avvenga è necessario che tutti abbiano la stessa effettiva volontà.

Pierluigi Bianchi
Pd Viterbo


Signor Bianchi, ma lei come fa a parlare, senza arrossire, di verità e falsità.

Lei signor Bianchi, se non sbaglio, è uno dei quelli che ha messo in piedi, insieme al suo amico Fioroni, l’operazione Panunzi. Candidato unitario alla segreteria del Pd non appoggiato da nessuno, dicevate voi, ma in realtà sponsorizzato e voluto da Fioroni.

Insomma una operazione politica basata su una serie di falsità. Una operazione politica di bassissima lega che ha fallito, per giunta. E lei viene a parlare di ciò che è vero e ciò che è falso.  Incredibile.

Vede la stessa operazione poteva essere fatta senza falsità, ma fu scelta un’altra strada. Potevate dire che Fioroni candidava Panunzi grazie a un’alleanza. Ma non fu detto. Si tentò la furbata che fu smascherata. Oltretutto con un candidato, a mio giudizio, che non aveva le caratteristiche per diventare segretario provinciale. Un candidato che già una volta aveva lasciato in braghe di tela il partito che puntava su di lui per la presidenza della Provincia.

Un’ultima cosa.

Invece di mandare messaggi più o meno cifrati ai suoi avversari interni nel Pd, abbia il coraggio di dire la sua verità e racconti come è andata la riunione. Le riunioni politiche non sono confessioni. Non c’è il vincolo della segretezza. Ci mancherebbe. Se uno dice la verità dov’è la scortesia con i colleghi e compagni di partito? Ma bisogna avere dimestichezza con certi concetti…

Per quanto riguarda il divorzio, la sua parola al massimo vale quella dei suoi avversari. Vedremo nei prossimi mesi come andrà a finire.

Carlo Galeotti


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30 dicembre, 2011

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