Nepi – Sono pronti a costituirsi parte civile i genitori dei bambini della scuola materna di Nepi che sarebbero stati minacciati e maltrattati con calci nel sedere e tirate d’orecchie dalla loro maestra, sospesa dall’insegnamento il 27 gennaio scorso.
Sarebbero otto su ventisei i genitori della classe dell’istituto Stradella intenzionati a costituirsi parte civile, dopodiché il sostituto procuratore Paola Conti depositerà al gip Stefano Pepe la richiesta di giudizio immediato. Caratterizzato dall’assenza dell’udienza preliminare, l’immediato verrà scelto dalla pm per l’evidenza della prova che ritiene di aver raccolto a carico della maestra, 40enne calabrese a Nepi da settembre.
Dopo le denunce dei genitori, i carabinieri hanno subito piazzato delle telecamere nascoste all’interno dell’aula. L’indagine non è durata che una manciata di giorni: agli inquirenti i fatti sono apparsi subito molto evidenti. Nei filmati si vedrebbe chiaramente l’insegnante intimorire i bambini, alzare le mani minacciando di prenderli a schiaffi. Li avrebbe anche messi in punizione con la faccia contro il muro, arrivando al punto di negargli di andare in bagno. Poi urla, offese e minacce: “Se non la smetti ti picchio”, “Se fai il cattivo ti lego alla sedia”.
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Civita Castellana sono scattate a inizio dicembre, dopo le denunce dei genitori che da tempo notavano comportamenti strani nei bambini: rientravano a casa con le orecchie arrossate, erano diventati violenti e si lamentavano in continuazione.
Visionati i filmati e ascoltate le intercettazioni ambientali, il gip ha interrogato la maestra che avrebbe risposto a tutte le domande per chiarire la sua posizione. Il giudice ha poi disposto la sospensione dall’insegnamento per due mesi.
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