Roma – “La chiusura del mercato di Campagna Amica al Circo Massimo di Roma rappresenterebbe un danno anche per gli agricoltori viterbesi che vedrebbero anch’essi negarsi uno sbocco commerciale molto importante per la qualità e l’eccellenza della produzione agricola della Tuscia. Non lo possiamo permettere. Ed è anche per questo che diciamo no alla chiusura del mercatino che invece il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, sembrerebbe intenzionata a portare a termine”. A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio.
“Esprimo inoltre la mia personale solidarietà – prosegue Valentini – agli agricoltori del Circo Massimo e alla Coldiretti che in queste ore stanno lottando contro una scelta ingiusta e dannosa per il settore agricolo regionale. In un comune, come quello di Roma, che ha tra le più grandi estensioni agricole d’Europa. Una solidarietà che ho avuto già modo di manifestare – e che voglio ulteriormente ribadire – con la sottoscrizione di una petizione che chiede appunto di tenere aperto questo prezioso punto di riferimento”.
La protesta parte dalla mancata concessione della proroga che avrebbe consentito agli operatori del Mercato di Campagna Amica di proseguire la vendita di prodotti a chilometri zero fino alla pubblicazione del bando per l’assegnazione dello stabile che ospita il farmers market.
Al mercato del Circo Massimo operano 60 aziende di Roma e di decine di comuni laziali come Terracina, Viterbo, Cassino, Frosinone, Sezze, Tuscania, Rieti, Magliano Sabina. Al mercatino si possono trovare carne, insaccati, olio, latticini, prodotti da forno, pesce, frutta, verdure, ortaggi tutti rigorosamente Made in Lazio e offerti ai consumatori da chi li ha prodotti in un regime di filiera corta dove il rapporto di fiducia tra chi produce e chi acquista è diretto, immediato.
“Il comportamento dell’amministrazione della Raggi – sottolinea Valentini – è letteralmente incomprensibile e la proroga va data nel più breve tempo possibile per evitare danni all’agricoltura viterbese e regionale. Molte famiglie di agricoltori della Tuscia vivono anche della vendita dei loro prodotti al mercato del Circo Massimo. Chiuderlo – conclude Riccardo Valentini – significa solo mettere queste famiglie in seria difficoltà e negare ai romani stessi la qualità dei prodotti tipici viterbesi che grazie, invece, a questa realtà così importante, si sono fatti conoscere e apprezzare da un pubblico di consumatori molto grande – sicuramente tra gli sbocchi commerciali più grandi d’Europa – e molto attento alle eccellenze del territorio”.
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