Viterbo – “Efficienza ed efficacia, quindi fiducia”. Per il sostituto procuratore Franco Pacifici, presidente dell’associazione nazionale magistrati di Viterbo, questi gli effetti del processo telematico. Del tema se ne è parlato ieri in una gremitissima aula della corte d’assise del tribunale di via Falcone e Borsellino.
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Dal già attuato processo civile telematico alla digitalizzazione degli atti, gli argomenti dell’incontro organizzato dalla sezione viterbese dell’Anm con la collaborazione dell’ordine degli avvocati e della camera penale. “La giustizia – ha sottolineato Pacifici – non può restare ferma agli anni ’90, quando le sentenze venivano scritte a mano, passavano dal dattilografo, venivano corrette per poi essere depositate. Stiamo entrando in un momento decisivo, di estremo progresso, che consentirà al sistema giustizia di parificarsi con la società. Con il processo telematico ci sarà efficienza ed efficacia, quindi fiducia. E’ un passaggio che dobbiamo fare tutti insieme: procura, polizia giudiziaria e avvocati”.
Una rivoluzione tecnologica in corso, che porterà vantaggi in termini di tempo e di potenziamento delle procedure giuridiche. Una rivoluzione tecnologica che passa dal coinvolgimento e dalla formazione del personale impegnato negli uffici giudiziari. Una rivoluzione tecnologica progettata dal ministero della giustizia attraverso diverse fasi.
Tra i relatori anche il presidente dell’Anm di Roma Mario Dovinola. “Solo un anno fa – ricorda – sono state illustrate le questioni inerenti il processo civile telematico. E’ cominciato con una fase estremamente difficoltosa, ma ora sta avendo i suoi risultati. Un po’ di problemi nella fase iniziale sono prevedibili, ma dobbiamo uscire dal cartaceo il prima possibile: nel terzo millennio non possiamo continuare a combattere con cumuli di carta e fotocopie. Il processo telematico nel settore penale è fondamentale: ci sono prove che non possono più essere portate in udienza con il cartaceo. Affidiamoci all’informatica, è il futuro della nostra professione”.
Digitalizzazione al tribunale di Viterbo, la presidente Maria Rosaria Covelli sottolinea l’impegno del pm Pacifici e del Magrif Mauro Ianigro. “E’ un lavoro importantissimo – dice – ma le criticità restano, e per superarle non c’è altra via che continuare a formare personale amministrativo, avvocati e pubblici ministeri. Sono al lavoro per costruire tavoli di confronto e di studio”. Per il procuratore Paolo Auriemma, la maggior parte delle ‘ombre’ sono dovute alla quantità forza-lavoro. “Gli adempimenti – spiega – ricadono sulle spalle di un unico ufficio, con il personale amministrativo che lavora sempre più sotto pressione. Solo unendo le forze di tutti si avrà un risultato migliore, solo così potremmo raggiungere l’obiettivo. Ma ora queste ‘ombre’ sono illuminate dalla volontà di tutti. Grazie per il vostro apporto e sacrificio”.
Monito di speranza da Pasquale Liccardo, direttore generale dei sistemi informativi automatizzati del ministero. “Abbiamo vissuto anni di scarsi finanziamenti nella digitalizzazione – ammette -. Gli interventi sono stati spesso irrilevanti, ma ora dobbiamo crescere. Stiamo crescendo”.
Tra gli addetti ai lavori che sono intervenuti Rossella Masi, Daniele Carlino e Giuseppe Deodato della corte d’appello di Roma. Il presidente dell’ordine degli avvocati di Viterbo, Luigi Sini, e della camera penale, Mirko Bandiera.
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