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Viterbo - Cataldi e Pontuale (FdI) contrari agli interventi

“Geotermico, no alle trivellazioni”

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Alessandro Pontuale

Alessandro Pontuale

Alberto Cataldi

Alberto Cataldi

Viterbo –  Anche Fratelli d’Italia è contraria alla realizzazione di due pozzi per la ricerca di gas geotermici nel territorio dei Monti Cimini. Lo spiegano il consigliere provinciale Alberto Cataldi e il consigliere comunale  di Caprarola Alessandro Pontuale.

“Come Fratelli d’Italia, appena venuti a conoscenza della richiesta di autorizzazione alla trivellazione – dicono i due rappresentanti FdI – siamo stati fin da subito contrari a questo progetto, senza se e senza ma.

La nostra è una battaglia a difesa delle istanze del territorio e delle sue caratteristiche ricchezze ambientali e culturali”.

In provincia, con la presenza dello stesso Cataldi, che è rimasto garantendo il numero legale appositamente, è stata approvata all’unanimità una delibera che esprime parere contrario alla realizzazione d’impianti per l’estrazione dal sottosuolo di gas geotermici.

“Impianti per la trivellazione, la ricerca ed eventualmente poi lo sfruttamento di gas sotterranei – sostiene Pontuale – che sono quanto di più incompatibile ci possa essere per una realtà come la nostra. Una realtà a vocazione agricola, agricoltura di qualità, ricca di bellezze ambientali e storico architettoniche che con grandi sforzi e sacrifici, soprattutto da parte degli operatori del settore, sta cercando di vocarsi anche al turismo e all’accoglienza”.

Pontuale in consiglio comunale ha votato coi colleghi di minoranza a favore della delibera di consiglio comunale a Caprarola che ha espresso la contrarietà all’approvazione da parte della regione Lazio del progetto presentato.

“Come mai – si chiedono i due esponenti di Fratelli d’Italia – il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi ha lasciato trascorrere un mese dalla data di presentazione in comune del progetto, prima di convocare il consiglio comunale e quindi prima di attivarsi per scongiurare questo rischio?

Di fatto, dimezzando il tempo utile, da 60 a 30 giorni, per presentare le osservazioni alla regione Lazio, sensibilizzare le popolazioni e mettere in campo tutte le azioni del caso”.

“Comunque – concludono Pontuale e Cataldi – la regione Lazio ha ancora tutto il tempo per dimostrare quanto realmente tenga al nostro territorio, semplicemente emanando un atto deliberativo che classifichi il territorio dei Cimini come sito non idoneo per la realizzazione di questo tipo d’impianti.

E siccome a chiederlo, oltre alla popolazione, sono 5 sindaci Pd, speriamo che la regione, guidata dallo stesso partito dei 5 sindaci, cioè il Pd, non voglia disattendere questa richiesta”.


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24 febbraio, 2017

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