Viterbo – (g.f.) – Consorzio Val di Paglia, l’atto d’accusa del commissario straordinario, l’avvocatessa Luciana Selmi. Da due mesi a capo dell’ente, oggi in provincia per sottoscrivere la convenzione con la regione Lazio, racconta cos’ha fatto in questo periodo e quello che ha trovato.
L’inizio è positivo: “La situazione economica e finanziaria è tranquilla – dice Selmi – non ci sono debiti e il bilancio è in attivo. Altrettanto non posso dire per la realtà gestionale dell’ente”.
Parte l’elenco: “C’è un numero eccezionalmente basso di atti amministrativi rispetto agli atti di spesa – osserva Selmi – a fronte di qualche milione di euro di spesa ogni anno, si contano una cinquantina di deliberazioni, per lo più ratifiche di atti presidenziali e di programmazione. Provvedimenti di spesa con mandati autorizzati dal presidente e vidimati dai dirigenti. Una situazione contraria alla norma”.
Selmi continua: “Abbiamo adottato regolamenti – osserva Selmi – come un albo di chi chiede di lavorare come stagionale. Per far terminare raccomandazioni e fogliettini.
Il consorzio viene da una decina di anni di governance gestita dalle stesse persone e si sente molto, purtroppo. La forte presenza di un presidente ha comunque condizionato e in parte sta ancora condizionando l’atmosfera. Solo adesso sto riuscendo a guardare negli occhi le persone e vedere la realtà reale.
Una realtà di connessioni personali molto strette, un groviglio che ha influenzato i rapporti”.
Un atto d’accusa verso chi c’è stato finora alla guida. Presidente è stato Piero Camilli. Selmi intende lavorare per eliminare il contenzioso economico con la regione e sulla diversità fra i due piani del consorzio con cui ha dovuto fare i conti, economico (positivo) e amministrativo (meno positivo): “Se non hai un debito – osserva Selmi – non è detto che sei perfetto e meriti una medaglia”.
Il commissario sta raccogliendo, valutando il da farsi. Non escluso il ricorso alla procura: “Sono commissario straordinario – dice Selmi – se io non segnalassi cose che reputo contrarie alla legge farei un reato io stessa.
Le informazioni che ho dato io le ho desunte da quelle che si trovano sul sito internet del consorzio. Chiunque può verificarle.
Ci sono le deliberazioni. Guardandole una per una si possono vedere natura e oggetto delle deliberazioni stesse. Non c’è una deliberazione che riguardi una spesa, una fornitura, un appalto.
Quindi delle due l’una: o l’ente non ha speso nemmeno un euro oppure la decisione di spendere questo euro non si sa chi l’abbia assunta”.
La riforma della regione riduce i consorzi da 20 a quattro nel Lazio e la convenzione ha durata fino al 2020.
In provincia, per la sottoscrizione, oltre al presidente Mauro Mazzola, il consigliere regionale Riccardo Valentini. Giusto in tempo per la firma, arriva l’assessore regionale, Fabio Refrigeri.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY