Viterbo – (p.p.) – Serata di “gala casual” per riaprire il teatro Caffeina.
Ci sono già la data e l’idea. “L’ultima follia” di Caffeina, l’ennesima, è una cena in piedi al circolo cittadino di piazza del Gesù, il primo aprile, per raccogliere fondi per la ristrutturazione del teatro san Leonardo.
Un percorso che è iniziato il 18 febbraio con una serata esplosiva che ha riempito il teatro, raccontato, per l’occasione, da tanti attori e non, che hanno preso parte alla serata.
Si replica, dunque. Il primo aprile al circolo cittadino di via dei Pellegrini a piazza del Gesù.
“Siamo soddisfatti per la prima esperienza – dice il presidente della Fondazione Caffeina Andrea Baffo -. Abbiamo sentito la partecipazione e l’affetto vero delle persone che sono venute, generosamente per questa sfida, e non tanto per lo spettacolo o per noi.
Ecco perché continuiamo con l’iniziativa del primo aprile, appunto, che avrà un titolo originalissimo – scherza Baffo – e cioè “Apriamo il teatro Caffeina”, una serata di gala casual in cui non conterà la forma, ma la sostanza.
Una festa con una cena in piedi in cui si potrà sostenere economicamente la ristrutturazione del teatro”.
Saranno tanti gli ingredienti. “Musica, reading e parole da scambiarci. Ci saranno sorprese – continua Baffo -. Sarà un modo per coinvolgere le persone e aiutare la causa. Stiamo definendo i dettagli che sveleremo più in là”.
Il sogno del teatro prende forma. “Portiamo avanti con velocità questa campagna rivolta a tutti gli amici, i sostenitori del teatro e chi crede che anche solo aprendolo le cose possano cambiare. E’ questo infatti lo spirito della serata, durante la quale, vogliamo raccontare e spiegare ciò che abbiamo in mente e come immaginiamo questo luogo.
E’ solo un’altra tappa di un percorso che abbiamo intrapreso. Col gruppo di persone che, spontaneamente, ci stanno dando una mano, infatti, stanno venendo fuori molte idee. Tutte da costruire, come attività per bambini o eventi e pillole di teatro. Un programma a tema che dovrebbe andare avanti fino all’estate per aiutare la nascita del teatro.
C’è tanta partecipazione e molto probabilmente dipende da quel posto, che è nella storia e nella memoria dei viterbesi. Riavere un luogo che sostanzialmente manca, sta a cuore a molti. Una sorprendente fetta di città, che non smetterò mai di ringraziare, ha risposto e risponde alla grande – conclude Baffo -. E’ una di quelle sfide che, nel momento in cui parti, poi, devi portarla fino in fondo. Non si lascia a metà”.
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