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Viterbo - Migranti - Il dirigente Capoccioni in quarta commissione: "Situazione non sanabile"

“Dal 19 marzo il campo all’ex Fiera deve chiudere”

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Viterbo - Quarta commissione - Troili e Capoccioni

Viterbo – Quarta commissione – Troili e Capoccioni

Emilio Capoccioni

Emilio Capoccioni

Viterbo - Comune - Quarta commissione in riunione

Viterbo – Comune – Quarta commissione in riunione

Viterbo - Comune - Quarta commissione in riunione

Viterbo – Comune – Quarta commissione in riunione

Viterbo - Quarta commissione - Micci e Treta

Viterbo – Quarta commissione – Micci e Treta

 

Viterbo – (g.f.) – “Il 19 marzo scadono i 90 giorni”. Campo profughi all’ex Fiera di Viterbo, Emilio Capoccioni, dirigente comunale, risponde al consigliere Giulio Marini (FI) e fa partire il conto alla rovescia per la durata della struttura d’accoglienza sulla Cassia nord.

L’opera è stata realizzata in assenza di requisiti urbanistici in quanto provvisoria e per questo ha un limite temporale di tre mesi. Oltre i quali, i luoghi vanno ripristinati, come spiegato stamani in quarta commissione. Saltato il sopralluogo alla struttura per l’assenza del vice prefetto Grillo.

“La prefettura – spiega Capoccioni – a oggi non ha ancora comunicato una data certa di fine lavori. Per questo, ci basiamo sull’ultimo sopralluogo del 25 novembre, quando era stato realizzato l’80% delle opere, come anche documentato dalle foto. Ragionevolmente a metà dicembre tutto sarà stato ultimato e quindi il 13 o il 19 marzo saranno trascorsi i novanta giorni e sono configurabili opere in assenza di titolo edilizio”.

La prefettura è già stata informata a più riprese. “I novanta giorni – continua Capoccioni – non scattano dalla prima presenza di ospiti, ma da quando il campo è pronto a ospitare. Quindi restano due settimane”.

Gianmaria Santucci (Fondazione) si chiede però, se una volta scaduti i termini le strutture non sono rimosse, cosa succede. “Si rileva l’abuso – replica Capoccioni – previo avviso del procedimento, emettendo ordinanza per la rimozione non solo dei moduli, ma anche dei servizi, per il ripristino dei luoghi. Comunicazione da inviare anche alla procura della repubblica.

Per il ripristino, si può dare un tempo massimo di 90 giorni, ma trattandosi di strutture mobili, possono essere inferiori. Non sarà comunque facile”.

Santucci si chiede pure se la situazione sia sanabile. “No – replica secco Capoccioni – non ne vedo i termini e da quel momento il campo non può più essere utilizzato”.

Ma dall’opposizione, tanto Giulio Marini (FI) quanto Chiara Frontini (Viterbo 2020) attaccano. La situazione d’emergenza per cui il campo sulla Cassia è utilizzato, per i due consiglieri non sussiste. “Ci sono – ricorda Marini – persone spostate da Acquapendente. Non è emergenza, non si tratta di nuovi arrivi”.

Santucci incalza: “Non credo che sia un bel modo di ospitare migranti – osserva l’esponente Fondazione – spostarli da un albergo a container. Noi qui dobbiamo chiederci in che modo facciamo accoglienza”.

Chiara Fontini ha anche notizie su un’altra ventina di persone accolte in un’abitazione sulla Cassia sud. “Ma di che tipo d’accoglienza andiamo parlando? – si domanda Frontini – nemmeno negli esperimenti del Grande fratello sarebbe accettabile. Si fanno accordi tra privati e prefettura, scavalcando gli enti locali. Il comune può fare accoglienza entro un limite socialmente tollerabile, oltre il quale non è più possibile”. 

Marini ce l’ha con il sindaco Michelini. Non ritenuto all’altezza di gestire la situazione. “Non si può prendere in giro così il comune – osserva Marini – deplorevole che il sindaco ci stia facendo fare questa figura con la prefettura. Non può nascondere la testa sotto la sabbia.  Adesso sta anche accadendo a San Martino al Cimino. Ci sono cooperative da Roma per portare migranti nella frazione e nessuno sa nulla”.

Gianluca Grancini allarga la discussione: “All’ex fiera – osserva il consigliere FdI – come mai la proprietà dell’area, che ha concesso il terreno, non viene chiamata in causa, oltre alla prefettura?”. Non finora. “Quando partirà la comunicazione – anticipa Capoccioni – arriverà anche ai proprietari”.

Seduta movimentata. Sergio Insogna (Gal) aveva chiesto l’incontro per fare il sopralluogo e prendere atto di come i migranti sono ospitati.

Per questo aspettava tutti all’ex fiera. Mentre la commissione si è riunita a via Garbini. Rientrato, non l’ha presa molto bene. Scontro con il presidente Troili, botta e risposta con la consigliera Bizzarri (Pd). Seduta sospesa per far calmare gli animi.

Poi Insogna si scusa e ribadisce il concetto: “L’accoglienza deve essere dignitosa e per questo torno a chiedere che il sopralluogo sia effettuato”.


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28 febbraio, 2017

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