Viterbo – Minacce, lesioni e ingiurie. Sono le accuse di cui devono rispondere a vario titolo quattro vicini di casa, di cui tre appartenenti allo stesso nucleo familiare.
I quattro sono finiti davanti al tribunale di Viterbo dopo una lite finita a coltellate nel febbraio 2011. Il movente sarebbe stato futile: “un’auto parcheggiata in malo modo”, racconta l’ex compagna di uno degli imputati al giudice Roberto Migno. “Ero appena tornata a casa dal lavoro, quando ho trovato il mio fidanzato con la mano grondante di sangue – dice in aula la donna -. Aveva un taglio tra il pollice e l’indice della mano destra. Siamo subito corsi al pronto soccorso e nel tragitto mi sono fatta raccontare l’accaduto. Un lite con il vicino di casa, che è poi degenerata: a un certo punto l’uomo è rientrato nell’abitazione ed è uscito poco dopo con due coltelli in mano. E’ andato contro il mio fidanzato, che per difendersi si è tagliato la mano. Meno male che aveva il cappotto addosso, sennò l’avrebbe colpito anche sul corpo”.
Per l’accusa, durante la discussione sarebbero volate anche minacce e ingiurie. Due dei quattro imputati – difesi dagli avvocati Franco Taurchini e Fabrizio Ballarini – si sono anche costituiti parte civile. A metà ottobre la sentenza.
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