Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – La manifestazione indetta dai comuni di Vallerano, Vignanello e Canepina è un evento abbastanza singolare e insolito. Però, è un appuntamento da non mancare.
Perché è l’occasione per esprimere con fermezza il rifiuto di ogni violenza, di ogni discriminazione e, per dirla con gli organizzatori: “per ribadire che la Costituzione nasce antifascista”.
Niente di meglio dopo l’odioso episodio avvenuto qualche settimana fa a Vignanello. Giusta la reazione e centrato l’obiettivo. Le cose si comprendono meglio chiamandole con il proprio nome e quello per cui si scende in piazza sabato è esattamente questo: ribadire le ragioni dell’antifascismo.
Perché ce n’è grande necessità e urgenza dato che qualcuno, ancora oggi, si professa impunemente fascista. Come quelli “del terzo millennio”, gli stessi che hanno definito la manifestazione una pagliacciata, che in questi anni hanno trovato campo libero per ampliare il proprio raggio d’azione e guadagnato consensi, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, grazie al colpevole disimpegno di chi ha preferito minimizzare o addirittura girarsi dall’altra parte anziché intervenire. O, peggio ancora, li ha tollerati, spalleggiati, favoriti mettendo a disposizione anche strutture pubbliche, solo per lucrare, magari, qualche voto in più alle prossime elezioni.
A tutto questo occorre porre un argine, perché se è vero che “le idee non si processano” è altrettanto vero che propagandarle e farne apologia, quando queste sono state sepolte dalla storia e bandite dalle leggi di un paese democratico, costituisce un reato. E consentire che questo venga reiterato significa diventarne complici.
Ecco allora che l’antifascismo diventa l’unica buona pratica consentita: sul piano culturale, mostrando gli orrori del fascismo, combattendo il revisionismo storico e stigmatizzando le colpevoli banalità sul passato tipo “il fascismo ha fatto anche cose buone”; ma ancor di più sul piano militante perché l’antifascismo sia parola declinata al presente, che non viva di nostalgia per una storia conclusa ormai da più di settant’anni e diventi invece sinonimo di democrazia, sia anzi la premessa necessaria a qualsiasi idea e prassi democratica.
Ma, per essere efficace, tutto ciò ha bisogno di soggetti attivi, soprattutto i giovani, che segnalino e denuncino ogni violenza o sopruso di stampo squadrista. Un impegno costante quindi e di un altrettanto vigile attenzione. Per noi della Poderosa tutto questo è abbastanza ovvio perché da tempo siamo impegnati su questi temi, perché, con la consapevolezza che ci deriva dall’articolo 3 della nostra Costituzione, antifascismo per noi significa rispetto per gli altri come persone, di qualsiasi etnia, cultura o religione, tutela delle libertà individuali, della democrazia, condanna della violenza e contrasto a tutto ciò che incoraggi le pratiche opposte: oppressione, sopraffazione, razzismo e lotta contro ogni forma di discriminazione.
Prima fra tutte quella nei confronti degli immigrati e degli emarginati. Perciò aderiamo convintamente alla manifestazione e invitiamo le istituzioni, le associazioni e le persone libere del nostro paese a partecipare numerose. C’è bisogno di tutti e di ciascuno per mettere fine a questi episodi di intolleranza e di violenza che non devono avere diritto di cittadinanza in un paese che si voglia definire minimamente civile.
“Io odio i fascisti dell’Illinois” diceva John Belushi, nel film “The Blues Brothers”, rivolto al socio. Poi si lanciavano, a bordo della loro macchina, contro un corteo di nazisti da operetta che bloccavano una strada, e li sbaragliavano. Problema risolto. Normalità ripristinata. Magari fosse sempre così semplice e, tutto sommato, divertente.
Circolo culturale “La Poderosa”
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