Viterbo – “Ho deciso di sostenere Renzi come ho fatto nell’ultimo anno e mezzo”. Con il congresso alle porte, il segretario provinciale Pd Andrea Egidi ufficializza in quale parte del campo giocherà la sua partita.
Tra gli esponenti Democratici della Tuscia, era uno tra i pochi a non averla ancora formalizzata.
Una decisione in qualche modo annunciata, che arriva in direzione provinciale venerdì. “Confermo una scelta – afferma Egidi -, presa da quando nell’assemblea nazionale è diventato presidente dell’assemblea nazionale Pd, Matteo Orfini, con l’avvio di un percorso complesso sulla vicenda politica del Pd. Una scelta, la mia, che voglio sia rispettata, come rispetterò quelle di altri”.
Il segretario spiega le ragioni della scelta. “La sinistra che noi rappresentiamo, i valori e l’esperienza della sinistra riformista che in questi anni si è misurata con la sfida del governo del paese ha una una funzione vera, se collocata fuori da recinti stretti, avere l’ambizione di stare in in campo largo di culture e leadership.
Poi, io non rinuncio all’idea con la quale siamo cresciuti sin da ragazzi, abbandonare l’idea che la sinistra sia figlia di un dio minore. Il ritorno al proporzionale non può interrompere il sogno di un grande partito ancorato al socialismo europeo che ha l’ambizione col suo leader di guidare il paese. Le altre opzioni in campo, autorevoli e con un profilo definito, a mio avviso non rispondono appieno a questo tema”.
Come tutti i congressi per il Partito democratico, non sarà una fase semplice. Egidi mette in guardia i suoi: “Questo non è il congresso provinciale del Pd e deve essere chiaro a tutti. Siamo dentro una vicenda molto più complessa.
Non cancello nulla del lavoro portato avanti in questi tre anni dal gruppo dirigente, anzi, in parte rilancio. Con l’ambizione di fare meglio. È il congresso in cui ognuno di noi deve contribuire a rafforzare il Pd. Un percorso stretto, complesso e faticoso. Facciamolo con intelligenza politica e misura. Non fosse altro, perché dopo ci sono le amministrative e poi arriverà il congresso provinciale”.
Il primo maggio, giorno dopo le primarie, non finisce il mondo. “L’invito – osserva Egidi – è a vivere nel modo più tranquillo possibile la discussione. Il primo maggio si festeggia e non finisce il mondo. Saremo chiamati a scelte per la Tuscia, ci saranno anche le provinciali, visto, purtroppo, com’è andato il referendum”.
La posta in gioco è alta e non interessa solo Viterbo. “Rifondare il Partito democratico. Siamo di fronte a un cambio di fase di proporzioni gigantesche. Non si tratta solo di scegliere un segretario, ma occorre avere la consapevolezza che si ridisegna una funzione del Pd”.
Il 4 dicembre e la vittoria del no al referendum, non cancellano l’esigenza di riforme per il paese. “Il risultato – osserva Egidi – non cambia quello che si dovrà fare, le riforme, l’esigenza di un cambiamento. Anzi, quanto avvenuto dopo, rafforza questa esigenza”.
Non buttando alle ortiche il lavoro del governo Renzi. “L’esperienza dei mille giorni è positiva, a partire dalla funzione del paese sullo scenario internazionale. Basti pensare che con la vittoria del no, dopo qualche giorno arriva la lettera dall’Europa sui nostri conti”.
In direzione, l’elezione della commissione che dovrà sovrintendere il lavoro per le primarie. La proposta di Egidi è a 11, il massimo consentito dal regolamento, per tenere dentro tutte le anime del Pd: Marzia Marconi, Daniela Bizzarri, Enzo Fralicciardi, Giuseppe Fraticello, Patrizia Gelmini, Tiziana Lagrimino, Sandro Mancinelli, Alessandra Mecocci, Massimiliano Costantini, Carlo Postiglioni, Eugenio Stelliferi.
Giuseppe Ferlicca
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